Falsi contratti di lavoro per migranti: 9 arresti fra cui un poliziotto

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E’ stata sgominata a Palermo una organizzazione dedita al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Su disposizione del tribunale, polizia e guardia di finanza hanno eseguito 9 arresti e numerose perquisizioni. Fra gli arrestati figurerebbe anche un poliziotto. L’operazione denominata “Immigratis”, ha scoperto anche la complicità di un consigliere della Consulta delle culture, esponente della comunità tamil e impiegato al Comune di Palermo per il quale è scattato l’obbligo di dimora. Le indagini hanno consentito di smantellare questa organizzazione composta da professionisti, titolari di centri di assistenza fiscale e altre persone compiacenti, che procuravano a soggetti extracomunitari dimoranti nella provincia di Palermo i permessi di soggiorno o il loro rinnovo attraverso dichiarazioni dei redditi con dati fittizi o falsi contratti di lavoro. In pratica, il sistema era semplice ed efficace e si basava sul passa parola. Gl iimmigrati provenienti da Paesi diversi, contattavo i “professionisti contabili” per avere dichiarazioni dei redditi adatte a dimostrare un reddito alto e dunque necessario per potere vivere in Italia. “

«Il metodo – spiega la guardia di finanza – consisteva in alcuni casi nell’attivazione di partite Iva per ditte individuali per soggetti extracomunitari – per la maggior parte censiti come venditori ambulanti -, in altri casi venivano fatti risultare fittiziamente assunti come collaboratori domestici dagli stessi professionisti o da soggetti compiacenti. Sono numerosi gli imprenditori extracomunitari fasulli allo stato attuale censiti dai finanzieri e dai poliziotti, che, oltre a soggiornare illegalmente nel territorio nazionale si ritrovano anche con i contributi previdenziali versati tali solo sulla carta visto che il loro versamento avveniva mediante compensazione di crediti d’imposta creati ad hoc nelle false dichiarazioni fiscali». Le indagini si sono avvalse anche delle intercettazioni telefoniche.

Una pratica compiacente arrivava a costare anche 1000 euro. Sono in corso le indagini per quantificare l’effettivo giro di affari che ha portato molti soldi nelle tasche dei professionisti assistenti fiscali.

Alcuni extracomunitari dichiaravano di avere anche figli a carico e una moglie ed inverce vivevano da soli.

Queste false dichiarazioni sono state messe nero su bianco da consulenti commercialisti, alcuni  titolari di centri di assistenza fiscale (Caf). I professionisti finiti ai domiciliari sono

Gesualdo Meli, Antonino Di Majo, Gianfranco Ficano, Francesco Noto, Antonino Pisciotta, Paola Giannetto, Antonino Russo, Marco Celani e il poliziotto dell’ufficio immigrazione Salvatore Giacobbe che avrebbe sfruttato le sue conoscenze in Prefettura ed è il marito della titolare di un Caf di Castelvetrano.

Mentre è indagato anche  Thayaraj Arulnesan, tamil, membro della Consulta delle culture del Comune di Palermo e a sua volta titolare di un Caf. Per lui  stato disposto  il divieto di dimora nel comune di Palermo e obbligo di presentazione all’ufficio immigrazione della questura per tre giorni a settimana. Ci sono anche altre otto persone indagate per ora non sono state raggiunte da misura cautelare

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