Caso Montante: l’ex capo di Sicindustria a processo

Montante

Per l’ex influente e indiscusso capo di Sicindustria, Antonello Montante, si profila il processo. L’imprenditore di Caltanissetta è accusato di associazione a delinquere in concorso con altri 24 personaggi, fra cui alcuni esponenti delle forze dell’ordine. Il nisseno Antonello Montante non avrebbe agito da solo infatti per poter spiare le indagini dei PM. Man forte gli hanno dato il capo della security di Confindustria, l’ex ispettore Diego Di Simone e anche l’ex colonnello del servizio segreto civile Giuseppe D’Agata. Di Simone e D’Agata sono agli arresti domiciliari. Decade invece per Montante l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa: “L’iniziale ipotesi accusatoria non ha trovato alcuna conferma”, dicono i suoi legali, gli avvocati Nino Caleca e Giuseppe Panepinto.

Intanto, Montante ha lasciato da qualche giorno il carcere nisseno per il reparto detenuti dell’ospedale Civico, dove è stato sottoposto ad alcuni accertamenti sanitari.

Per i legali “le sue condizioni sono incompatibili con la detenzione in cella” e il gip ha disposto nuove verifiche mediche.
L’intera vicenda ha avuto inizio il 14 maggio, quando un blitz della polizia ha portato ai domiciliari Marco De Angelis, sostituto commissario in servizio prima alla questura di Palermo poi alla prefettura di Milano, Ettore Orfanello, ex comandante del nucleo di polizia tributaria di Caltanissetta e l’imprenditore Massimo Romano, titolare della catena di supermercati Mizzica-Carrefour Sicilia.

La procura ha ipotizzato un accordo fra Montante e l’ex governatore Rosario Crocetta per la spartizione dei fondi dell’assessorato regionale Attività produttive. In questa tranche accusatoria figurano anche l’ultimo capo di Sicindustria Giuseppe Catanzaro e un gruppo di imprenditori.