Teatro Antico Segesta: oggi e domani “Gli Uccelli” di Aristofane

Continuano gli spettacoli classici al Teatro Antico di Segesta. Stasera, con inizio alle ore 19.15, sarà la volta de “Gli Uccelli” del noto drammaturgo greco Aristofane. Lo spettacolo di oggi, venerdì 3 agosto, sarà riproposto domani, sabato 4 agosto, sempre allo stesso orario. “Gli Uccelli” sono considerati un’opera “di evasione” ovvero, senza alcun riferimento politico sociale del tempo in cui vennero scritti, V. secolo A.C.

Pisetero ed Evelpide, decidono di lasciare Atene e di recarsi in un’altra città , meno corrotta, dove poter vivere serenamente. Si recano da Upupa e gli propongono di fondare, assieme agli altri uccelli una nuova città denominata Nubicuculia. Gli uccelli, diffidenti in un primo tempo nei confronti degli uomini, in seguito decidono di collaborare al progetto.   La nuova città si trova a metà strada tra il cielo e la Terra e gli uccelli dichiarano guerra alle divinità mangiando loro i sacrifici offerti dagli uomini e affamando pertanto gli Dei. Risvolti inattesi e sorprendenti in perfetto stile del grande scrittore greco.  Due appuntamenti imperdibili.

Commento[modifica | modifica wikitesto]

L’interpretazione simbolica[modifica | modifica wikitesto]

L’opera venne messa in scena nel 414 a.C., quando era da poco cominciata la spedizione ateniese in Sicilia, un’impresa che si sarebbe risolta in una disfatta totale per Atene, imprimendo così una svolta negativa alla guerra del Peloponneso.[4] A partire da questo dato storico, gli studiosi in passato hanno ipotizzato (in maniera probabilmente eccessiva) tutta una serie di simboli nella trama dell’opera. Nubicuculia è stata interpretata come la spedizione in Sicilia (vista come un’impresa troppo ambiziosa), gli uccelli come gli Ateniesi e gli dei come i nemici di Atene, ossia Siracusa e Selinunte (nonché la stessa Sparta). Anche in Pisetero alcuni studiosi hanno visto una allegoria di Alcibiade.[5]