Mafia, confiscati 400 milioni all’ex deputato regionale Giuseppe Acanto

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Beni mobili ed immobili per un valore di 400 milioni di euro sono stati confiscati all’ex deputato regionale Giuseppe Acanto, 59 anni , ritenuto legato alla cosca mafiosa di Villabate in provincia di Palermo. La Dia del capoluogo siciliano ha eseguito la confisca su disposizione della Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale palermitano. La confisca riguarda rapporti bancari, capitale sociale e relativi compendi aziendali e quote societarie. Giuseppe Acanto, in quanto ritenuto “socialmente pericoloso” è stato sottoposto a sorveglianza speciale per quattro anni, a partire dal 2018.

Acanto, dopo essere stato eletto nella lista “Biancofiore” è ricordato per i suoi disegni di legge presentati all’ARS, sulla valorizzazione degli oratori e sulla regolamentazione dei campeggi didattici. Gli investigatori, poi scoprirono che lo stesso deputato gestiva un vero e proprio tesoro di mafia dal suo studio di commercialista: beni e società per un valore di 780 milioni di euro. Un patrimonio che secondo la Dia appartiene alla famiglia mafiosa di Villabate, dove, per anni, si era nascosto il superlatitante deceduto Bernardo Provenzano.

L’ex deputato regionale, eletto nel 2001 nella lista di Totò Cuffaro, è accusato di essere socio in affari di Giovanni Sucato, soprannominato “il mago dei soldi”, dato che, dopo aver truffato migliaia di persone, fra le quali anche esponenti di cosa nostra, ha fatto perdere le proprie tracce. Sucato, venne trovato morto carbonizzato nel 1996, all’interno della propria auto. 

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