sabato, Maggio 28, 2022
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Ambulanza della morte: a giudizio 2 barellieri

 Rinviati a giudizio: questo è quanto ha chiesto la Procura di Catania nei confronti  dei due barellieri Agatino Scalisi e Davide Garofalo, tutti e due trentatreenni ed entrambi accusati di omicidio volontario e di estorsione aggravata dal metodo mafioso. Secondo l’accusa, tra il 2014 e il 2016, Garofalo avrebbe ucciso tre pazienti terminali che viaggiavano sull’ambulanza che li trasportava dall’ospedale a casa. Scalisi invece avrebbe ucciso un paziente. I due iniettavano aria nelle vene dei pazienti e ne causavano la morte per embolia gassosa e pertanto, dicendo che il paziente era morto durante il trasporto, si assicuravano 200 o 300 euro per la vestizione della salma. Questi soldi erano divisi con clan mafiosi di  Biancavilla e Adrano. L’udienza è fissata per il 10 ottobre 2018.

La Procura di Catania ha chiesto il rinvio a giudizio dei barellieri Agatino Scalisi e di Garofalo Davide, entrambi di 33 anni, per omicidio volontario ed estorsione aggravata dal metodo mafioso nell’ambito dell’inchiesta sulla cosiddetta ‘ambulanza della morte’. Il Gip Giovanni Cariolo ha fissato l’udienza il prossimo 10 ottobre. La notizia, riportata dal quotidiano La Sicilia, è stata confermata da più fonti. Secondo l’accusa, tra il 2014 e il 2016, Garofalo avrebbe ucciso tre persone, Scalisi una. La tecnica, come rivelato da ‘Le Iene’, era quella di iniettare a pazienti terminali un’iniezione d’aria nelle vene, nel tragitto su ambulanze private dall’ospedale a casa, procurando il loro decesso per embolia gassosa e sostenendo che erano morti per cause naturali. Obiettivo guadagnare i 200-300 euro di ‘regalo’ che la famiglia gli avrebbe dato per la ‘vestizione’ della salma. Soldi che sarebbero stati poi divisi con i clan mafiosi di Biancavilla e Adrano. Sul caso hanno indagato i carabinieri.
   RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright AN

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