giovedì, Maggio 19, 2022
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Rapina al “Credito Siciliano”: arrestati i complici di Stemma

Erano appena passate le 13:30 del 14 aprile 2018 quando un uomo, travisato da occhiali da sole e cappellino, fece irruzione all’interno della filiale del Credito Siciliano sita nel centralissimo Viale Italia di Alcamo. Il malvivente aveva atteso il momento propizio, ovvero l’assenza di clienti e dopo aver
minacciato di morte il direttore e i suoi impiegati, ordinando loro di rannicchiarsi sul pavimento e senza fare alcuna mossa falsa si mise ad  attendere l’apertura automatica delle casseforti temporizzate.
Fortunatamente, il malvivente non aveva messo però in conto l’intervento tempestivo dei Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Alcamo, che, allertati dall’allarme silenzioso
lanciato da un cassiere e convergendo sulla zona della rapina, si erano  lanciavano all’inseguimento del rapinatore che nel frattempo aveva rinunciato ad attendere l’apertura delle casseforti. 

Il ladro era scappato a piedi portando con sè appena 600 euro dalle casse. 

Dopo una rocambolesca corsa a piedi per le vie cittadine, il criminale, venne arrestato dai carabinieri. Giuseppe Stemma, 23 anni, di Palermo, pregiudicato, fu portato in carcere e da quel momento però i carabinieri si misero a cercare anche i suoi complici. 


Nelle prime ore della mattina di oggi, i militari di Alcamo hanno quindi rintracciato e tratto in arresto nel capoluogo siciliano il ventunenne  Giuseppe Caccamo ed il ventenne  Salvatore Caracappa, entrambi palermitani con precedenti di polizia, in quanto accusati di aver preso parte
alla rapina commessa il 14 aprile 2018 presso la filiale del Credito Siciliano di Alcamo.

caccamo


Le indagini hanno consentito di individuare, a margine della vicenda delittuosa, anche un quarto soggetto, il cinquantenne Rosario Stemma, padre di Giuseppe, il quale era stato denunciato poiché, qualche giorno dopo la rapina commessa ad Alcamo, aveva dichiarato falsamente, mediante la presentazione di una denuncia contro ignoti, che la propria autovettura gli era stata rubata.
Tale vettura, di cui Stemma aveva denunciato il furto, era in realtà stata prestata consapevolmente dallo stesso al figlio e ai suoi complici, che poi se n’erano serviti per commettere la rapina ad Alcamo; lo stesso mezzo, fra l’altro, si trovava già sotto sequestro amministrativo per
altre cause.

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