Morte della clochard alla Zisa: trovato l’omicida

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Non sarebbe morta cadendo accidentalmente l’anziana clochard che tutti a Palermo chiamavano “Angela”, al secolo Anna Maria La Rizza. La donna venne trovata morta in un fatiscente appartamentini nel quartiere palermitano della Zisa e si pensò ad un malore con caduta che le provocò la morte. Il fatto è accaduto lo scorso 17 luglio e adesso, grazie alla testimonianza di un altro clochard, Giuseppe, gli investigatori hanno potuto fare luce sull’omicidio ed incastrare così l’omicida dell’anziana che aveva una passione per i cani e i gatti.

“Ho un macigno nel cuore che non mi permette di vivere. Io volevo bene alla signora Anna Maria come ad una madre, la conoscevo da circa 20 anni e non posso più stare in silenzio anche se chi l’ha uccisa mi ha minacciato di morte se avessi parlato”

La testimonianza disperata di Giuseppe ha confermato tutti gli indizi raccolti in due mesi di indagini e che hanno portato all’arresto del presunto omicida. Si tratta di un altro clochard, John De Matteis Galioto, 46 anni originario dello Zen già condannato per maltrattamenti e violenza domestica. De Matteis Galioto avrebbe colpito la donna con uno schiaffo tanto forte da farla cadere dal letto e dunque morire battendo la testa. Sarebbe stato lo stesso omicida a confidarlo a Giuseppe e poi lo avrebbe minacciato di morte ovvero di “farle fare la fine del clochard Marcello bruciato vivo ai Cappuccini a marzo dell’anno scorso”

“Litigavano da tre giorni, De Matteis e Anna Maria – ha raccontato Giuseppe – in passato le aveva anche rubato i pochi soldi. Il sabato prima della morte l’aveva già aggredita e fatta cadere sul marciapiede”.

Angela aveva paura di De Matteis ma non aveva il coraggio di cacciarlo di casa. La notte dell’omicidio, il 46enne dello Zen è rientrato in casa da una finestra in piena notte.

I due cani dell’anziana hanno iniziato ad abbaiare, svegliandola. “Hanno cominciato a litigare, poi ho sentito un rumore molto forte e sono corso nella camera della donna. Lì c’era John De Matteis in piedi e la signora Anna Maria caduta dal letto. Non si muoveva più”.


 De Matteis per 55 giorni – secondo la procura – è riuscito ad intimidire gli altri due indagati, li ha obbligati a dire quello che voleva lui agli investigatori.

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