Strage via D’Amelio: oggi prima udienza del processo ai 3 poliziotti accusati di depistaggio

Al tribunale di Caltanissetta si è svolta oggi la prima udienza del processo a carico dei 3 poliziotti accusati di depistaggio nella strage di via D’Amelio che costò la vita al giudice Paolo Borsellino e ai 5 agenti della scorta il 19 luglio 1992.

I figli del giudice si sono costituiti parte civile in un processo che dovrebbe far luce finalmente su una pagina “oscura” della Storia del nostro Paese. I poliziotti sono accusati di aver imboccato “il pentito” Vincenzo Scarantino sulle cui dichiarazioni sono stati accusati e incarcerati esponenti di cosa nostra che in realtà, non avevano avuto un ruolo nella strage. 
“Seguiremo ogni sviluppo processuale della vicenda  – dice Fiammetta Borsellino – saremo impegnati in prima persona per dare un contributo all’accertamento della verità. Ma siamo qui anche per solidarizzare con chi, come la procura di Caltanissetta e non altri, sta cercando con ostinata pervicacia di venire a capo di questa matassa, che purtroppo rimane gravemente compromessa proprio a causa del depistaggio”. Chiedono di costituirsi parte civile anche Salvatore Borsellino, il fratello di Paolo, e i figli di Adele, la sorella del magistrato. 

“Sono qui per un atto di dovuta testimonianza. Sul depistaggio per la strage di via D’Amelio, che oggi conosce dopo 26 anni la prima pagina giudiziaria. La Commisione antimafia ha aperto una propria indagine e daremo il nostro contributo per contribuire a restituire verità sui fatti, sui silenzi, sulle responsabilità che abbiamo collezionato per oltre un quarto di secolo”.

Lo ha dichiarato Claudio Fava, Presidente della Commissione regionale antimafia a Caltanissetta nell’udienza preliminare nei confronti di tre poliziotti accusati del depistaggio delle inchieste sulla strage del 19 luglio del 1992.