venerdì, Maggio 27, 2022
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“Nessuno mi ascolta e torno a incatenarmi”: la triste storia dei coniugi marsalesi continua

Rieccoli, con i loro volti disperati, delusi, affranti per quanto ancora, nonostante gli appelli e le promesse, si trovano a vivere. Rieccoli, stamattina davanti il municipio di Marsala con i loro volti tristi, atteggiati in una smorfia di dolore.. Pippo Marchese, ancora una volta, a distanza di pochi giorni, si è incatenato al cancello del palazzo municipale e aspetta attenzione, risposta, forse una vera soluzione al “suo “problema”. 

Pippo Marchese e Anna Maria Vesuvio sono i due coniugi marsalesi che da giugno vivono dentro la loro auto, una Daewoo Matiz color grigio parcheggiata nei pressi dell’area dell’ex Salato, in prossimità dell’Isola Ecologica. Vivono lì e si lavano alla fontanella vicina oppure nella toilette di un bar vicino il lungomare. Per mangiare si arrangiano, racimolano qualche pezzo di tavola calda e passano le loro giornate in strada, seduti nelle panchine del centro. Con l’arrivo del freddo la situazione si è fatta insostenibile. Questo significa passare le notti all’agghiaccio dentro l’auto, una scatola gelida e rabbrividire nonostante le coperte di fortuna in cui si avvolgono  per sopportare il freddo sempre più autunnale, sempre meno pietoso. La situazione è alquanto complicata e appare di difficile soluzione nonostante la disponibilità manifestata da parte della Diocesi di Mazara del Vallo di pagare per i coniugi tre mensilità di affitto. Anche il vicesindaco di Marsala, Agostino Licari, ha annunciato, durante un consiglio comunale, la disponibilità da parte del Comune di pagare, a partire dal 2019, il canone della locazione. Eppure, questo, non basta a dare, per così dire, un tetto, a questa famiglia che ricordiamo è composta da 5 persone. Oltre a Pippo e ad Anna Maria, ci sono 2 figli attualmente ospiti di due comunità e un bambino, il nipotino, figlio della giovane figlia. Il problema, dicevamo, non è risolvibile dato che le agenzie immobiliari, quando apprendono che si tratta della famiglia Marchese, non intendono collaborare alla ricerca di una casa. Più volte, infatti, nelle case abitate da loro, sono scoppiati “misteriosi” incendi. Anche nella casa di riposo “Giovanni XXIII”, struttura recettiva nella quale, per un breve periodo, sono stati ospiti, ha subito un incendio e domato dai vigili del fuoco. Tutto quindi è in una fase di stallo.


Pippo,stamattina incatenato al cancello, con la solita aria triste, ha chiesto risposte, attenzione, soluzioni fattibili per risolvere la loro situazione. “Perchè non ci ospitano in una struttura convenzionata con il Comune? Se nessuno vuol affittarci la casa, almeno ci diano un tetto sotto il quale stare”. E si chiede, come mai, ancora questa possibilità non sia stata messa a segno

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