Marsala. Presentati alla Regione progetti Italia-Tunisia sul riuso delle acque reflue e la pesca costiera

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Valutati positivamente dal Dipartimento regionale della Programmazione lo scorso agosto, i progetti sulla cooperazione transfrontaliera “Italia Tunisia” – con il Comune di Marsala capofila – sono stati oggi presentati a Palermo per candidarsi al finanziamento. La richiesta complessiva ammonta a 1 milione e 750 mila euro, per due azioni progettuali che riguardano settori importanti dell’economia del nostro territorio: agricoltura e pesca. “L’approccio alle due tematiche è fortemente innovativo e si avvale dell’Ateneo palermitano e di partner tunisini che hanno competenza in materia, sottolinea il sindaco Alberto Di Girolamo. Una cooperazione internazionale per creare sviluppo e occupazione, in cui coinvolgeremo Imprese, Enti e Istituzioni scolastiche che vogliono investire in ricerca e tecnologia”. Caratteristiche che si ritrovano in entrambi i progetti del Comune. Il primo, ENCIRCLE (950 mila euro), prevede la “Gestione delle acque non convenzionali in agricoltura”. Obiettivo, lo studio e la progettazione di una rete di distribuzione delle acque reflue provenienti dal depuratore di contrada San Silvestro: con Marsala capofila, anche l’Università di Palermo e gli Organismi ministeriali tunisini di Sfax e Sousse. L’altro progetto ammesso è il PETIT (800 mila euro), il “Piano di gestione della pesca costiera, utilizzo di sistemi di telerilevamento e informativi territoriali” (Marsala capofila, Distretto della Pesca di Mazara, Consorzio Universitario di Trapani e Ministero della Pesca di Tunisi). In pratica, il tratto costiero marsalese, lo Stagnone e la zona tunisina del Mammellone antistante la città di Sfax sono le aree individuate per la sperimentazione di un piano di gestione capace di assicurare ai pescatori e alle loro famiglie la salvaguardia di un’attività economica fondamentale.
Il Programma Italia-Tunisia coinvolge 6 Regioni costiere nordafricane (governatorati di Ariana, Beja, Ben Arous, Bizerte, Jendouba, Nabeul) e 5 Province siciliane (Agrigento, Caltanissetta, Ragusa, Siracusa, Trapani). L’obiettivo prioritario è quello di promuovere l’integrazione economica, sociale, istituzionale e culturale tra gli Stati dell’UE e i Paesi extraeuropei che si affacciano sul Mediterraneo, contribuendo a creare una zona di prosperità condivisa.