sabato, Maggio 28, 2022
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Ospedale Mazara: depotenziamento reparti chirurgia e cardiologia

Il laboratorio civico “SìAMO Mazara” ha incontrato una rappresentanza di
operatori dell’ospedale “Abele Ajello” in merito al problema dell’imminente depotenziamento dei reparti di Chirurgia e Cardiologia e ha inviato alla nostra redazione un comunicato stampa che sottolinea con forte preoccupazione la possibilità che i pazienti subiscano dei disagi in merito alla scelta di depotenziare il nosocomio mazarese riaperto circa un anno fa. Ecco la nota inviataci da Leandro Bianco il referente e firmato da i consiglieri comunali Giacomo Mauro e  Pasquale Safina


“Il depotenziamento, previsto dall’Assessorato regionale alla Salute all’interno del nuovo piano di riordino della rete ospedaliera siciliana, consiste nel passaggio dei suddetti reparti da Unità Operative Complesse a Unità Operative Semplici.
Il che significa, fondamentalmente, che i due reparti in questione verranno accorpati con quelli degli ospedali vicini, dove saranno allocate le unità complesse, trasferendo all’interno di questi ultimi i cosiddetti direttori di struttura complessa (ex primari), con tutte le loro funzioni (direzione
della struttura, coordinamento dell’equipe, vigilanza sulle attività del personale e formazione dello stesso, responsabilità dei malati, della diagnosi definitiva, del ricovero e della dimissione, gestione
turni e programmazione degli interventi, organizzazione delle dotazioni strumentali, capacità interlocutoria nei confronti dei vertici aziendali e così via).
Il personale che rimarrà in questi reparti, in questa maniera, oltre a non poter più contare su una
figura di regia o coordinamento che è fondamentale al fine di garantire un certo tipo e un certo
numero di prestazioni, potrà anche essere sballottato tra un ospedale e l’altro, su richiesta dello
stesso primario, senza riuscire più a garantire quindi una presenza stabile e costante all’interno di
ciascuna unità.
Un vero e proprio declassamento, che danneggerà fortemente la cittadinanza poiché questa

all’interno del proprio nosocomio verrà privata di importanti servizi, in assenza dei quali sarà
costretta a recarsi in altre strutture.
Una situazione, inoltre, mortificante per lo stesso personale, sia esso medico che paramedico, che
finora, grazie alla propria efficacia ed efficienza, ha fatto sì che i reparti conseguissero risultati
straordinari e fornissero agli utenti appunto servizi d’eccellenza.
Nello specifico, per quanto riguarda la Chirurgia, ad oggi sono stati effettuati circa mille interventi,
la maggior parte dei quali riguardanti la chirurgia oncologica e di superficie. Si tratta di interventi
ad alta complessità, in alcuni casi davvero innovativi, come quello di asportazione di un tumore del
retto basso, eseguito con successo nelle scorse settimane. Prestazioni come questa, hanno
permesso alla Chirurgia dell’Abele Ajello, da quando è ritornata nel nostro ospedale, di divenire
punto di attrazione per numerosi pazienti non solo della nostra città ma anche di altre città vicine,
non avendo questi a disposizione tali servizi e tali professionalità nei rispettivi territori.
Per quanto riguarda invece la Cardiologia, si tratta di una unità che, da oltre trent’anni, è sempre
stata Unità Operativa Complessa. Un reparto che ha fatto la stor
ia della Cardiologia in provincia,
eseguendo, prima ancora della Cardiologia di Trapani, procedure di impiantistica di pacemaker,
resincronizzatori, defibrillatori impiantabili e sottocutanei (prima in provincia). Ѐ stata la prima e
unica struttura pubblica in Sicilia ad eseguire ablazioni e, in atto, è atteso l’arrivo del poligrafo per

la ripresa delle attività, grazie alle quali sarà ridotta la necessità di dover ricorrere ad altre regioni

per l’esecuzione di tali procedure, con conseguenti vantaggi per la Regione Siciliana e comodità
per le famiglie dei pazienti.
Insomma, un insieme di professionalità, procedure e competenze che magari altre Unità Operative
dell’azienda, programmate come complesse, in questo momento non hanno.
Alla luce dei sopraddetti risultati e della classificazione del nosocomio mazarese come DEA di 1°
livello, che prevede standard più avanzati rispetto ad un ospedale di base, considerato anche che
abbiamo una struttura moderna e all’avanguardia per la quale sono stati spesi circa trenta milioni
di euro e che tale struttura geograficamente si trova in un punto strategico del territorio, poiché
abbraccia il bacino d’utenza numericamente rilevante di due province
, riteniamo quella
dell’Assessore alla Salute una scelta scellerata e priva di ogni senso.
Chiediamo perciò alle istituzioni di ogni livello e a tutte le forze politiche di intervenire in maniera
forte e decisa affinché si proceda alla correzione di quanto previsto, confermando la Chirurgia
complessa e la Cardiologia complessa con UTIC semplice.
Le iniziative intraprese in queste settimane da alcuni consiglieri comunali, pur essendo
condivisibili, non sono sufficienti e risolutive. Non è accettabile che su questa vicenda il sindaco,
che è responsabile della salute dei cittadini, rimanga in silenzio; così come non sono accettabili
posizioni ambigue da parte dei rappresentanti di quelle forze politiche che in questo momento
governano il Paese, avendo queste la possibilità di intervenire a Roma, presso il Ministero della
Salute, per cambiare lo stato delle cose.
Occorre agire subito, prima che il Ministro della Salute approvi il piano. Altrimenti sarà troppo
tardi”

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