Aeroporti siciliani, crisi e fusioni: intervista esclusiva a Silvio Meli presidente SOACO

1086

“E’ vero che Comiso ancora non cresce ma grazie al bando e alle somme messe a disposizione dalla Regione, mi sento abbastanza ottimista. Queste due compagnie, la Blueair e la Eurowings hanno creduto in  noi. Comiso, 
da questo punto di vista non soffre per un’ipotesi di chiusura.”

Uomo su cui hanno puntato tutti, fin dall’inizio, ovvero da quel 7 Giugno 2017 per il rilancio di un aeroporto siciliano che sta vivendo un periodo di grandi incertezze e che, quasi al pari del nostrano “Vincenzo Florio” aspetta che qualcosa si muova e che vada verso la direzione giusta, Silvio Meli, noto commercialista, è presidente della SOACO la società che gestisce l’aeroporto di Comiso.  

Dal giugno dell’anno scorso, data della sua nomina, non ha fatto altro che difendere a spada tratta le potenzialità di questo “piccolo” aeroporto della Sicilia Orientale, il quale, può rappresentare un grande volano per l’economia locale legata al settore del turismo e al suo inevitabile indotto. Meli, con un passato di assessore al bilancio nell’amministrazione comunale della cittadina ragusana, è subentrato al dimissionario Salvatore Bocchetti. In questa intervista esclusiva, Silvio Meli ci spiega l’aura positiva che contraddistingue la sua visione ottimistica di una realtà che invece, dall’esterno, sembrerebbe propendere per un malato pessimismo senza via d’uscita. Intanto, intorno a Birgi e Comiso, accomunati da un destino fatto di attese e di speranze, ruotano le legittime aspettative di chi, negli anni scorsi, ha creduto nello sviluppo turistico dei territori limitrofi.

Presidente Meli, tanta attesa per l’apertura delle famose buste del bando oramai scaduto più di un mese fa e che dovrebbero finalmente svelare le rotte a cui le compagnie aeree Eurowings e Blueair hanno partecipato per volare da e per Comiso. Prima la rinuncia di un membro sorteggiato che ha allungato i tempi e adesso, finalmente la notizia della nomina dell’avvocato Giuseppe Spadola che invece ha accettato di far parte della Commissione che aprirà le buste. Quali sono le sue sensazioni? 

“Credo che nei primi giorni della settimana prossima ci sarà l’insediamento della CUC la Commissione preposta all’apertura delle buste per quanto riguarda l’aeroporto di Birgi. A seguire, in tempi brevissimi,si provvederà ad aprire le buste riguardanti anche il nostro aeroporto. Questa attesa non ha precluso nulla nè cambiato alcunchè. Le buste sono soltanto due e credo che tutto l’iter dovrebbe essere espletato tutto in tempi davvero brevi e così conosceremo finalmente le rotte. 

Cosa cambierà nell’immediato?

“Davvero poco, mi creda. I voli, in ogni caso , partiranno dalla Summer 2019, ovvero dal prossimo aprile. Dieci giorni in più o in meno, adesso, allo stato attuale, non fanno la differenza”. 

Presidente, intanto, su tutti i media è saltata fuori la notizia che martedì 7 novembre dall’aeroporto di Comiso nessun aereo si è alzato in volo nè tanto meno è atterrato. Questo ha innescato comprensibili timori. Cosa si sente di rispondere a chi manifesta preoccupazione per quanto appena accaduto?

Si, ho visto i giornali che con titoloni parlavano di questo. Ho ricevuto telefonate da parte di chi mi ha anche chiesto se lo scalo di Comiso avesse chiuso. In realtà è stata la prima volta, da che l’aeroporto è aperto,  che si è verificata una cosa simile. Fino a marzo, tutti i martedì, fino alla fine della Winter, sarà così e le spiego perchè. La Ryanair

collegava tutti i giorni della settimana Milano Malpensa con Comiso, ovvero copriva i 7/7. Adesso copre i 4/7 con Roma, 3/7 con Pisa e 2/7 con Francoforte e Bruxelles. Questi voli sono effettuati nei cosiddetti giorni dispari. Gli unici voli effettuati nei giorni pari, martedì giovedì e sabato, sempre per quanto riguarda la Winter, erano con Malpensa. Ryanair ha scelto di sopprimere le tratte di martedì e mercoledì. Ecco perchè è saltata agli occhi questa mancanza che ha fatto gridare allo scandalo paventando una chiusura che invece non c’è. Siamo aperti. Non c’è nessun allarme. Non c’è alcun disimpegno di Ryanair con cui abbiamo un contratto prorogato fino a marzo e ne stiamo sottoscrivendo un altro per la Summer 2019. Addirittura, le voglio anticipare una cosa importante: è da più di un mese, nonostante il contratto non sia ancora stato ufficializzato,  che i biglietti della Summer  sono in vendita sul sito Ryanair. La compagnia irlandese, anche senza la formalità della firma, si è spinta avanti, per così dire. I voli Londra-Comiso, da marzo fino ad ottobre, per esempio, sono già caricati sul sistema. L’unica cosa semmai è che Ryanair, in questo momento non ci garantisce una crescita. Non ha in programma di aumentare i voli su Comiso ma non toglie nemmeno quelli che ci sono. E’ vero che Comiso ancora non cresce ma grazie al bando e alle somme messe a disposizione dalla Regione, mi sento abbastanza ottimista. Queste due compagnie, la Blueair e la Eurowings hanno creduto in noi. 
Hanno fatto i loro studi, le loro ricerche e individueranno due o più rotte e l’aeroporto da questo punto di vista non soffre per un’ipotesi di chiusura. 

Recentemente si è appreso di un prestito elargito dalla SAC, la società che gestisce l’aeroporto “Fontanarossa “di Catania proprio a voi della SOACO. Cosa significa questo?

Fontanarossa

I soci della SAC hanno approvato all’unanimità sia il piano industriale sia quello di ristrutturazione e il 31 ottobre scorso la società ha deliberato un prestito ponte di un milione e 250 mila euro. Questo prestito è stato deliberato dal CdA e va in assemblea a fine settimana e servirà a coprire le nostre esigenze di cassa nel periodo che va da adesso fino a quando i liquidatori non metteranno in vendita il 65% di SOACO. I liquidatori infatti si sono già attivati per fare la liquidazione della quota e pare che abbiano già chiesto ed ottenuto una valutazione stimata da alcune società incaricate a tal uopo e nel giro di poco tempo, magari entro l’anno, faranno la prima asta per mettere in vendita questa quota. Questo prestito concessoci dalla SAC, è un prestito dilazionato nel tempo e quindi sarà restituito nei modi e nei tempi stabiliti dalla stessa assemblea. Sarà fatto naturalmente un contratto nel quale sarà stabilito come avverrà la restituzione. Naturalmente la SAC è una delle società interessate ad acquistare questo benedetto 65%. Magari ce ne saranno altre ma posso dire che la SAC è una di queste. Chi diventerà il nuovo socio di maggioranza darà le direttive sulle modifiche da varare per quanto riguarda il nuovo piano industriale. In questo momento è importante arrivare alla vendita delle quote con l’aeroporto operativo. Naturalmente, se l’aeroporto fosse chiuso, la struttura varrebbe zero.

Questo è quanto chiesto a noi del management, dai liquidatori. Poi, sarà il nuovo socio di maggioranza, con la sua forza economica, a prendere tutte le decisioni del caso, sul rinnovamento, appunto. Nessuno butta i soldi a casaccio. Chi acquista sa cosa è meglio fare. Ha sicuramente un piano di sviluppo. Se lo acquisisce la SAC, noi abbiamo già, nel piano di ristrutturazione, impostata la nuova rete aeroportuale fra Catania e Comiso appunto. Questa rete aeroportuale è attuabile evidentemente solo se le quote le acquisisce Catania data la contiguità territoriale fra i due aeroporti che si trovano entrambi nella Sicilia orientale. Questa rete sarebbe la seconda in Italia. La prima è stata quella degli aeroporti pugliesi che hanno fatto un pò da apripista. Per attuare la nostra rete ci vorrà almeno un anno e mezzo dato che le autorizzazioni passano dal ministero delle finanze da quello dei trasporti e dall’ENAC. Catania e Comiso potrebbero essere la seconda rete aeroportuale italiana finora effettuata. La Comunità Europea auspica queste fusioni dato che i piccoli aeroporti se non fanno rete con gli aeroporti più importanti situati nelle vicinanze non hanno possibilità di sopravvivere. 

Catania gode di ottima salute. E’ un aeroporto che non conosce crisi. Potrebbe essere un traino favorevole. C’è chi però ha paura che queste “fusioni” siano sfavorevoli per i più piccoli. ovvero che questi vengano fagocitati dai grandi.

“Quest’anno “Fontanarossa ” supererà i 10 milioni di passeggeri.

Queste paure sono proprie di chi non vive dal di dentro quello che accade e non sa come funziona l’organizzazione di un aeroporto, cioè il cittadino comune. Chi invece come noi è a contatto, ad esempio, con il management della SAC,ha il polso della situazione e conosce l’analisi che giorno dopo giorno viene fatta per rendere operativi i due aeroporti e farli funzionare al meglio. E’ impossibile che Catania voglia mangiare Comiso quando materialmente stiamo programmando insieme il futuro dei due aeroporti. Il presidente della Camera di Commercio di Catania, Pietro Agen

Agen

che in questo momento è l’attuale socio di maggioranza della SAC e che detiene ben il 66% delle quote, è un accanito sostenitore della privatizzazione dell’aeroporto “Fontanarossa”. Comprende dunque che, nella logica per cui Comiso dovrebbe fare rete con Catania, il nostro aeroporto vivrebbe una seconda primavera, in quanto , come si sa, il privato tende a fare profitto, a non andare in perdita. Sarebbe masochistico che non si prodigasse per farci crescere. Su questa linea è anche la riunione fatta a luglio con il presidente della regione Nello Musumeci. Lui ha detto di avere un’idea particolarmente eccentuata. Il suo sogno è la costituzione  di un’unica società di gestione che veda uniti tutti gli aeroporti siciliani. Musumeci, pur rendendosi conto che magari questo non sia di facile attuazione, ha ribadito lo sprono per far sì che almeno si creino due grandi società, una che gestirebbe gli aeroporti di Palermo e Birgi per la Sicilia Occidentale ed un’altra che gestirebbe Catania e Comiso per quella orientale. Per noi sarà più semplice perchè Catania dentro Comiso, già in parte c’è.”

La crisi degli aeroporti sta creando serie preoccupazioni fra i piccoli e i grandi albergatori e anche fra chi gestisce i Bed and Breakfast. Cosa ne pensa?

“Ha proprio ragione. Qua non si tratta di grandi catene alberghiere ma di gente comune che ha creduto nelle potenzialità dei due aeroporti e che ha fatto investimenti pensando di pagare il mutuo con gli introiti quasi giornalieri degli ospiti e che adesso invece vedono svanire il loro sogno. Per questo non dobbiamo mollare la presa e credere in Birgi e Comiso”.

Tiziana Sferruggia