Marsala. Corteo degli alunni dell’Istituto comprensivo “S. Pellegrino” per ricordare Vito Pipitone, sindacalista ucciso dalla mafia

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Passarsi il testimone per insegnare gli uni agli altri, dai più grandi ai più piccoli, cosa significa lotta alla mafia, a partire dell’esempio di eroi vicini. È questo il senso del corteo della memoria in onore di Vito Pipitone, vittima marsalese della mafia ucciso settantuno anni fa, che ha visto protagonisti gli alunni dell’Istituto comprensivo “Stefano Pellegrino” presieduto dalla dirigente scolastica Nicoletta Drago. In particolare sono stati gli alunni delle classi prime di scuola secondaria di primo grado e i loro compagni più piccoli, che frequentano le classi quinte di scuola primaria a ripercorrere la viuzza nei pressi della via Bue Morto dove nel 1947 Vito Pipitone fu freddato dalla Mafia per aver lottato per i diritti degli agricoltori: l’attuazione della legge Gullo secondo cui i contadini potevano far proprie le terre incolte e mal coltivate. “La sua – ha scritto Greta, alunna della prima media – fu una sorte simile a quella che toccò in quegli anni a Placido Rizzotto, Accursio Miraglia, Salvatore Carnevale e ad almeno altri 40 eroici sindacalisti. Alberto Spampinato, giornalista (fratello di Giovanni, anche lui giornalista, ucciso dalla mafia nel 1972), ha scritto: “Per non darla vinta ai mafiosi e ai violenti di ogni risma, è necessario che nessuna vittima dell’ingiustizia diventi un nome senza storia…”. Il corteo è stato realizzato grazie alla collaborazione con il presidio di Marsala di Libera, associazioni, nomi e numeri contro le mafie che già dallo scorso anno scolastico ha avviato una collaborazione virtuosa con la scuola. Il corteo svoltosi nei giorni scorsi si inscrive all’interno del progetto di Cittadinanza e Costituzione: “Spicchiamo il volo” che punta formare una coscienza civica negli alunni a partire dalle principali testimonianze del nostro territorio. “Lo scorso anno sono stati gli alunni di prima media a fare lezione ai bambini delle quinte dopo aver studiato la figura di Vito Pipitone. Ora quei bambini, che adesso frequentano, a loro volta, la prima media hanno incontrato Davide Piccione che ha raccontato loro dell’eroe marsalese e poi hanno condotto il corteo guidando i compagni più piccoli – ha spiegato Chiara Putaggio, docente referente del progetto – noi contiamo in un effetto domino affinché si diffonda sempre più la memoria e la cultura della legalità”. A guidare il corteo è stato il coordinatore provinciale di Libera Salvatore Inguì: “Il 9 novembre 2018 siamo stati insieme in via Bue Morto per ricordare il sacrificio di Vito Pipitone, sindacalista ucciso dalla mafia nel 1947 – ha detto –. I ragazzi dell’istituto comprensivo “Stefano Pellegrino” assieme alle loro bravissime insegnanti, a Piero Genco della CGIL, all’assessore Clara Ruggeri ed i soci di Libera, si stringono affettuosamente attorno al figlio Antonino e ai familiari di Vito. Siamo felici di aver lavorato insieme alla scuola per realizzare un percorso della co-educazione alla legalità ed alla formazione di cittadini consapevoli”. “Oggi – ha detto la dirigente Nicoletta Drago – i nostri alunni hanno imparato la legalità direttamente dai testimoni. Sono però incontri come questo che producono consapevolezza nei giovani. Costruiamo ponti tra il passato e il futuro, a partire dal nostro territorio camminando lungo la via della giustizia che si costruisce con azioni concrete che si nutrono di conoscenza e studio vivo”.