Il “J’accuse” di Galfano contro Di Girolamo al Consiglio Comunale di Marsala

Non siamo all’interno delle vicende che circondano ” L’affaire Dreyfus”, sicuramente lontani delle prodezze concettuali di Émile Zola, ma durante la seduta del Consiglio Comunale di ieri pomeriggio, 22 Novembre 2018,  si è consumato un piccolo attacco al potere costituito. Particolarmente duro è stato l’intervento del Consigliere Arturo Galfano, il quale ha esordito, con evidente fare ironico, salutando il Sindaco Alberto Di Girolamo da ormai troppe lune, a suo dire, disertore delle sedute consiliari.  Quello che avrebbe potuto far pensare ad un semplice dardo di gelosia lanciato dal Consigliere, si è presto tramutato in un fendente vero e proprio. 

Il Sindaco ha l’obbligo di rispondere alla interrogazioni scritte e io ne ho scritte anche tre anni fa senza mai ricevere una risposta. Altra questione è quella del verde pubblico, è necessario fare un piano del verde pubblico perchè non si possono fare interventi a caso ma deve esserci una pianificazione. Dall’esperienza di Moni Ovadia non si è raccolto nulla– ha continuato Galfano- si sono spesi soldi senza raccoglierne nulla. Anche adesso si stanno spendendo 8.000 euro per una cantate soltanto per il benificio di 1.000 persone e non ha senso. Il Comune a livello turistico non ha partecipato neanche alla fiera di Rimini”.  

Poi arriva dritta e precisa la condanna, globale, senza scampo. Siamo alla fine dell’intervento quando il verdetto è pronto: “purtroppo siamo ancora un paesazzo”. Fortunatamente il brusio dell’aula, complice della distrazione dilagante, non ha consentito a tutti i presenti una piena presa coscienza dell’accaduto. Il “J’accuse”, quello più importante, costrinse ministri a dimettersi, creò nuovi equilibri e raggruppamenti politici, spinse a un tentato colpo di Stato. Qui si vola un pò più basso, questa è un’altra storia. 

Concluse le interrogazioni, il presidente Sturiano ha proposto il prelievo dei punti 7/8/9/10 dell’Ordine del Giorno, riguardanti le varianti urbanistiche, per le quali era stata concordata con i capigruppo la trattazione alla presenza del sindaco. Avviata la votazione, hanno risposto solo 7 consiglieri, venendo così meno il numero legale. Al secondo appello – dopo un’ora, come da Regolamento – erano presenti solo 5 consiglieri. Pertanto, il presidente Sturiano ha rinviato la seduta ad oggi, alle ore 16,30. 

(Achille Sammartano)


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