Sanità, l’assessore Razza tuona contro l’assenteismo e le disuguaglianze sul territorio: al Telimar convegno per la Giornata della Salute

Il terremoto all’assessorato della Sanità a Palermo non si è ancora assestato. Si attendono anzi ulteriori sviluppi in una vicenda che ha rivelato un “sistema” ben oleato che consentiva ad alcuni dipendenti di assentarsi regolarmente dagli uffici in orari di lavoro. Undici arresti e 31 dipendenti indagati non sono un’inezia. Il tema è ancora caldo e non poteva sfuggire all’assessore regionale alla Sanità Ruggero Razza nel suo intervento di stamattina al Telimar di Palermo dove, tra l’altro, è stato presentato il libro editato dal Giornale di Sicilia che fa il punto sullo “stato di salute” della Sanità regionale proprio in occasione della Giornata della Salute.

“E’ mia intenzione chiedere formalmente alla procura della Repubblica la trasmissione degli atti della vicenda che ha riguardato l’assenteismo in assessorato. Chiederò delucidazioni sul monitoraggio dei dipendenti da che il nostro governo si è insediato. Già circa 6 mesi fa il dirigente generale del nostro assessorato aveva dato disposizioni per controllare il personale e mi sono complimentato con lui per il lavoro svolto. Mi sono complimentato con l’ingegnere La Rocca perchè quando stamattina ho letto il titolo di copertina sul Giornale di Sicilia, che faceva riferimento all’onere di controllo su ciò che attiene ai dipendenti, mi ha fatto piacere pensare che da quando ci siamo insediati almeno 2 direttive in tal senso hanno dato i loro frutti. Penso anche ai controlli effettuati con i tornelli che sono un richiamo alla responsabilità. Considero un grave errore della politica arrivare dopo che le indagini della Procura hanno preso il via. Stavolta la politica è arrivata prima della magistratura. Siamo sulla strada giusta e mi chiedo anche se la Sanità in Sicilia lo sia. Il presidente Musumeci ha chiesto ad ognuno di noi di preparare un report sullo stato di salute sulla Sanità. Forse siamo stati un pò silenti. abbiamo preferito ascoltare le direttive del presidente che ci ha invitati a lavorare senza fare annunci. 

Se io dovessi farvi oggi un quadro sullo stato di salute sulla nostra Sanità, -continua l’assessore Razza- tenderei a dire che il nostro è un sistema sanitario che presenta tanti livelli di eccellenza sia nel pubblico che nel privato. Anzi dico che c’è una sana competizione fra pubblico e privato. Ci sono però, purtroppo ancora troppi ritardi uniti ad una disomogeneità territoriale. Un cittadino residente in un’area interna della Sicilia non ha lo stesso lo stesso livello e la stessa qualità dei servizi di un altro cittadino che vive in un’area più avvantaggiata. Occorre individuare le aree meno fortunate e intervenire per porre fine al forte squilibrio esistente. 

Sono soddisfatto per la stabilizzazione di oltre 4000 operatori del settore e per la messa in campo di 500 nuovi posti a tempo indeterminato per medici da destinare nelle aree più scoperte. Sono anche aumentate la borse di studio portandole a 186 e ha sbloccato 25 milioni di euro da destinare ai medici. 

Non credo alla contrapposizione fra sanità pubblica e privata, anzi non credo alla sanità privata perchè è tutta sanità pubblica. Nel momento in cui si  risponde con risorse pubbliche al legittimo diritto alla salute dei cittadini, diritto garantito dalla nostra Costituzione, quando la politica mette in campo una dicotomia netta fra il sistema pubblico e quello privato, non compie un atto di giustizia costituzionale nei confronti del cittadino che può e deve scegliere di curarsi dove vuole.  Anzi l’integrazione fra i due sistemi può rivelarsi a vantaggio degli ammalati. Lo abbiamo imparato quando abbiamo approvato la revisione della rete ospedaliera ( anzi a tal proposito aggiungo che ci saranno ben presto novità). La rete ospedaliera è unica e non fa distinzione fra pubblico e privato. Fa male pensare che nel 2016 oltre sessantamila siciliani sono andati a curarsi fuori dalla nostra regione con un costo di oltre trecento milioni di euro per la Sicilia solo parzialmente compensati da una mobilità attiva ovvero da cittadini di altre regioni che vengono a curarsi da noi. Ci auguriamo che questa mobilità in uscita, col tempo, sia fortemente ridotta”

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