Dimissioni Ferraro: l’imprenditrice racconta la verità sulla sua uscita di scena

Come un fulmine a ciel sereno, le dimissioni dell’imprenditrice castelvetranese Elena Ferraro, sono piombate su Birgi, lo scalo aeroportuale “Vincenzo Florio” proprio nel giorno dell’annunciata e attesa visita del presidente della regione siciliana, Nello Musumeci. Elena Ferraro, nota ancor prima di essere nominata come membro del Consiglio di Amministrazione Airgest, come una paladina dell’antimafia in un territorio permeato e stritolato dalle fitte maglie di cosa nostra, per essersi rifiutata di accettare le condizioni “offertale” dai boss locali, si è dimessa venerdì 30 novembre, la stessa mattina in cui il presidente Musumeci si è recato in aeroporto per fare il sunto sulla crisi e per prospettare eventuali soluzioni per il futuro dello scalo trapanese.

Sulle sue dimissioni si sono avanzate molte ipotesi e l’imprenditrice castelvetranese ha così deciso di rompere il silenzio stampa che si era imposta per fare chiarezza riguardo alla sua irrevocabile scelta di chiudere il suo rapporto con la società che gestisce lo scalo. Grande perplessità, se non addirittura stupore, ha anche destato la decisione di lasciare anche il Movimento politico “Diventerà Bellissima” di cui ha fatto parte fino alla  revoca di ieri, movimento, lo ricordiamo ai lettori, fondato dallo stesso presidente siciliano. La Ferraro, stamattina, ha pubblicato un post su facebook in cui ha spiegato, passo per passo, la cronologia degli eventi che l’hanno indotta a rassegnare le sue dimissioni dal CdA di Airgest. Ecco il test scritto dalla Ferraro:

Vi racconto la verità su Birgi.In questi giorni assisto ad elucubrazioni mentali circa i motivi delle mie dimissioni dalla carica di consigliere di amministrazione dal cda di Airgest.Ecco la verità cronologica dei fatti:Il 21 febbraio 2018 vengo nominata dall’assemblea dei soci previa interlocuzione sia cartacea che telefonica con gli uffici regionali, che accertano l’aderenza a tutti i requisiti sia amministrativi che professionali. Il 22 febbraio alle ore 10,45 avviene l’insediamento del nuovo cda ed il collegio sindacale ratifica le operazioni di insediamento dichiarando il tutto conforme alle disposizioni di legge.E’ inconfutabile il mio operato in questi 9 mesi di attività avendo lavorato nell’ottica della salvezza dell’aeroporto ed intestandomi, nelle ultime settimane, la volontà di intraprendere una  battaglia politica anche in consiglio comunale a Palermo, convinta del fatto che solo una fusione con Gesap può  far uscire Airgest dalla situazione drammatica in cui versa. La mia caparbietà e la ferma volontà di non mettermi da parte oltre che il costante impegno quotidiano nell’intraprendere tale battaglia ha di fatto dato fastidio ad una politica verticistica che ha altri obiettivi ed interessi sulle sorti di questo scalo. Ho quindi scelto liberamente di non  avallare tali volontà politiche che fanno presupporre obiettivi non chiari ed incomprensibili.  A valle di tale decisione, il 27 novembre ricevo una mail da parte di quegli stessi uffici regionali che avevano ritenuto validi i miei requisiti amministrativi, ponendo adesso, a distanza di nove mesi dei dubbi interpretativi sulla validità di un requisito amministrativo.Ciò che è accaduto dopo è una interlocuzione privata tra me e il Presidente Musumeci di cui non rendo noti i contenuti ma che mi hanno indotto ad uscire di scena come mi  è stato chiesto.Questi sono i fatti supportati da documenti ufficiali e che testimoniano la mia coerenza e la libertà di azione che mi hanno sempre caratterizzato nella totale trasparenza e fedeltà alle regole.Ognuno ne tragga le conclusioni che preferisce.