Il caso delle primarie “democratiche”: vince Faraone, anche perché era l’unico

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Le elezioni sono belle ma presentano come condizione necessaria il voto dell’elettorato. Ebbene, il Partito Democratico, provando a spiegare al meglio la semantica dei propri ideali incarnati in quella dicitura dai toni spenti “democratico” che si offre ai nostri occhi con la pesantezza morale tipica delle pietre miliari, ha svolto le sue primarie senza votazioni. 
Il ‘renziano’ Davide Faraone è stato proclamato segretario del PD in Sicilia, anche perché era l’unico candidato rimasto.

Lo ha stabilito la commissione regionale per il congresso ancora riunita a Palermo, che sta affrontando anche il tema delle liste con i candidati all’assemblea regionale Dem. La commissione presieduta da Fausto Raciti, quindi, ha di fatto annullato le primarie, previste per domenica 16 dicembre. Faraone era rimasto l’unico candidato in corsa dopo il ritiro di Teresa Piccione, area Zingaretti, che aveva accusato la commissione nazionale di garanzia di avere stravolto le regole del partito stabilendo il rinvio dei congressi provinciali e di circolo a dopo le primarie.

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