mercoledì, Agosto 17, 2022
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Marsala, Consiglio aperto sul porto. La PEC che imbarazza, il Sindaco che latita e l’intervento di Giulia Adamo. Ecco i fatti

Ieri mattina, 17 Dicembre 2018, si è tenuto il Consiglio Comunale aperto avente per oggetto il Porto di Marsala. Quello che sarebbe dovuto un essere un momento di incontro tra cittadini e Amministrazione per avere chiarimenti e delucidazioni circa la condizione dell’area portuale, si è trasformato in uno, edificante e risoluto, scambio di idee tra consiglieri, cittadini e operatori del settore.

Se è vero, com’è vero, che uno dei più grandi problemi di questa società liquida figlia del secolo breve, sia la mancanza di ascolto, l’Amministrazione comunale sembra non voler tradire il dato statistico. Infatti, pesava in aula l’assenza; generica e incosciente, distratta ma consapevole, lasciando i partecipanti orfani di verità con la palpabile sensazione di essere partecipi di una democrazia monca.

Chi avesse voluto tra i cittadini chiedere risposte al massimo consesso cittadino, un Sindaco lo avrebbe trovato ieri in aula ma non l’attuale, non quello in carica, bensì quello passato, Giulia Adamo. E se in amor vince chi fugge, in politica perde chi tace. Almeno questo oggi è emerso. 

“E’ intollerabile questa palese presa in giro, noi oggi siamo qui a parlare senza interlocutori. Manca il Sindaco, mancano i diretti interessati del progetto Myr, mancano i deputati eletti. Ma per cosa li abbiamo votati?”. Lo ha detto la giornalista Antonella Lusseri nel suo intervento. “A questo punto raccontare cosa è successo, raccontare l’iter, i solfi, i fatti i passaggi, non serve a niente.– ha continuato- La comunicazione ufficiale è che chi ci deve rappresentare oggi qui non c’è”. Partono gli applausi in aula, arriva la presa di coscienza. Il Presidente del Consiglio, dopo aver voluto, giustamente, sottolineare che l’assemblea da lui rappresentata ha sempre dato, oggi compreso, risalto alla questione, ha concesso la parola all’ex Sindaco Giulia Adamo.

E’ estremamente difficile intervenire oggi, credo che sia la prima volta nella storia della nostra Città, nella storia della politica che rispetto ad un consiglio comunale su un tema così importante per la nostra Città non c’è il Sindaco, non c’è il Vicesindaco, non ci sono gli assessori, non ci sia nessuno. – Ha detto la Adamo- Dobbiamo trovare una soluzione perchè non siamo il villaggio di Macondo descritto da Marquez.” Parlando dei fatti, l’Onorevole Adamo ha percorso a ritroso le vicende che hanno portato alla creazione di un progetto sul porto di Marsala giungendo, dopo aver spiegato nel dettaglio le vicende, al triste epilogo che ha aperto le porte del silenzio dell’amministrazione. Proprio quando ormai i progetti erano stati approvati, sia quello del porto pubblico sia quello inerente la parte privata della Myr, “compatibili l’uno con l’altro” sottolinea la Adamo,“l’anno scorso mi informo e scopro che erano arrivati una serie di inviti all’amministrazione per chiudere definitivamente la pratica, viene chiesta soltanto una cosa ovvero una comunicazione in cui si dicesse che i lavori per il porto erano indifferibili. L’amministrazione non risponde dice che non ha mai ricevuto questa posta. Ma questo non è importante perché subito dopo arriva una comunicazione del Ministero che dice di essere costretto al bocciare il progetto visto che nessuno si è mai presentato, fermo restando che si danno sessanta giorni per fare opposizione. Se non il Sindaco di Macondo quale altro non avrebbe immediatamente chiamato il Ministero ? ma da parte di Marsala nulla. Passano altri mesi e il Ministero fa un altro decreto nel quale dice di voler bocciare il progetto a meno che il Comune faccia opposizione, ma nuovamente nulla”. Ha continuato la Adamo:” si chiede al Presidente della Regione e all’Assessore ai lavori pubblici, di prendere atto del progetto da loro realizzato, di procedere alla relazione che sicuramente il comandante può fornire e procedere immediatamente alla realizzazione dell’opera. Contemporaneamente chiederei un incontro con una rappresentanza della Città anche con il Presidente della Commissione trasporti e infrastrutture che potrà sollecitare. Poi dire qualcosa sull’assenza dei deputati del territorio è troppo triste e non ne vale la pena”. 

A spezzare definitivamente l’esile crine di cavallo che regge la spada di Damocle posta sopra il Sindaco, è il testo di una PEC inviata dal Ministero all’Ufficio Grandi Opere del Comune di Marsala, mostrata durante il suo intervento dal coordinatore comunale della Lega Vito Armato, il quale chiede al Consiglio: “Provate a capire chi il giorno 22 Aprile del 2018 doveva aprire questa PEC. Ora avete la data, avete l’ora, avete il giorno e avete la pec. Vi chiedo di capire qual è stata la manina che ha messo da parte questo invito”.

Chiede a gran voce Renato Curcio: “Qua c’è una omissione di atti di ufficio, alla luce delle carte non può non esserci del dolo. Chiedo che questi atti vengano trasmessi alla Procura”. 

Il Presidente Sturiano, dopo aver chiarito l’impegno del Consiglio Comunale a diffidare l’amministrazione a prendere le carte e immediatamente rendere indifferibili i lavori del porto, ricorda all’aula che i processi vanno fatti nelle giuste sedi e d’altronde, se non moralmente, nessuna colpa può essere data con facilità senza che vi sia un confronto con gli accusati. 

“L’uomo è colpevole– osserva Camus- ma solo di non aver saputo trarre tutto da se stesso”.  Almeno su questo la sentenza può essere emessa, il processo si farà alla presenza degli imputati rimettendosi alla clemenza dei cittadini.

(Achille Sammartano)

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