Il 19 Dicembre del 1883 nasceva Guido Gozzano, un omaggio allo scrittore che cambiò la bellezza

Auguri a Guido Gozzano, colui che volle riportare la bellezza dal cielo alla terra. Felicita possiede l’onestà di una semplice, onesta e sgradevole bellezza, rappresenta l’amore di un artista nei confronti della bellezza scaduta nella normalità del quotidiano. Felicità non è il prototipo dell’etereo candore femminile, iconicamente stilizzato nei secoli dalla letteratura, semmai è la incarnazione fisica e tangibile di una borghesizzazione della società e, quindi, della donna. Lontana dalle ambizioni letterarie, le abitudini di Felicita sono semplici come i suoi tratti somatici che, all’occorrenza, possono sembrare quasi volgari. Eppure il poeta la ama. L’uomo, non più l’esteta, la ama. 

Quasi uscita da un ritratto del pittore cinquecentesco Lorenzo Lotto, Felicita non ha il volto di una nobildonna, ma la concretezza e la coscienza della normalità. Terribile e stupenda normalità. 

“Sei quasi brutta, priva di lusinga
nelle tue vesti quasi campagnole,
ma la tua faccia buona e casalinga,
ma i bei capelli di color di sole,
attorti in minutissime trecciuole,
ti fanno un tipo di beltà fiamminga…

E rivedo la tua bocca vermiglia
così larga nel ridere e nel bere,
e il volto quadro, senza sopracciglia,
tutto sparso d’efelidi leggiere
e gli occhi fermi, l’iridi sincere
azzurre d’un azzurro di stoviglia…

Tu m’hai amato. Nei begli occhi fermi
rideva una blandizie femminina.
Tu civettavi con sottili schermi,
tu volevi piacermi, Signorina:
e più d’ogni conquista cittadina
mi lusingò quel tuo voler piacermi!”

( Guido Gozzano, La signorina Felicita)

(Achille Sammartano)