Incubo Etna. La faglia si allarga: evacuate 10 famiglie

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Continuano a preoccupare le “intemperanze” del vulcano più alto e attivo d’Europa. L’Etna si è fatto sentire e ha provocato lo sciame sismico di questi ultimi giorni e sopratutto la paurosa scossa di terremoto dell’altra notte con magnitudo 5.0 che ha scatenato il comprensibile panico fra la popolazione. Il territorio più colpito è quello di Zafferana Etnea e la relativa frazione Fleri dove sono crollate case e ci sono stati feriti per fortuna lievi. Danni ad Acireale, Aci Platani, Santa Venerina e Aci Sant’Antonio.

Circa dieci famiglie sono state evacuate la notte scorsa, allontanate dalle loro abitazioni di Aci Platani, frazione di Acireale, per la presenza di una faglia lungo strada dove si trovano le loro case. Desta molta preoccupazione infatti la fessura che si aperta ed allargata sull’asfalto. Dopo il sisma nella notte fra Natale e Santo Stefano infatti somiglia più ad una voragine che ad una strada.

Lo sgombero delle abitazioni è stato eseguito con la collaborazione di vigili del fuoco e di carabinieri della compagnia di Acireale.

Il bilancio complessivo del terremoto è di una trentina di feriti leggeri, tetti e pareti di case crollate, decine di altre costruzioni lesionate, chiese gravemente danneggiate e naturalmente migliaia di persone che si sono riversate in strada terrorizzate e che da 2 notti dormono in auto.

L’ultima scossa di terremoto a Zafferana Etnea risale al 1984. Il sisma allora provocò gravi danni alle case e vi scappò pure il morto. Allora della chiesa dedicata a Maria Santissima del Rosario, poi ricostruita, rimase solo la facciata, come adesso. Stavolta pure la facciata è danneggiata. Questa chiesa è un simbolo perché durante la Seconda guerra mondiale furono nascoste li le reliquie e il tesoro di Sant’Agata, patrona di Catania, nel timore che le truppe tedesche le rubassero dalla Cattedrale del capoluogo.

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