Voto Connection: “smontato dalla Cassazione il teorema della Procura”. Soddisfazione dell’on. Pagano

Nel vortice dell’operazione “Voto Connection” che aveva portato ai domiciliari i fratelli Caputo e l’avvocato Vercio con l’accusa di voto di scambio era finito anche lui, il coordinatore regionale della Lega ed eletto alla Camera alle scorse elezioni, Alessandro Pagano.

«Senti, mi devi fare una cortesia – aveva detto Pagano a Salvatore Caputo -, non possiamo prendere settemila o sei mila voti e buttarli al macero. Scusa, male che va candidi tuo figlio. Tu continui ad essere più forte di tutti. Io so già la soluzione qual è. Caputo senza fotografie e Gianluca, non so come si chiama tuo figlio, detto Salvino. Punto e basta, funziona così». E di fatto, Caputo aveva candidato il fratello Mario senza foto e fatto scrivere nella scheda elettorale proprio detto “Salvino”. Era questa l’intercettazione telefonioca che aveva messo nei guai Pagano. Ora invece grazie alla sentenza emessa dalla Cassazione, Alessandro Pagano ha espresso tutta la sua soddisfazione.

“Devo ammettere che anche se mi hanno riguardato indirettamente, grande soddisfazione mi hanno dato negli ultimi mesi, le pronunce del Tribunale del Riesame di Palermo e della Corte di Cassazione che, con riferimento al cosiddetto caso ‘Caputo Mario detto Salvino‘ legato alle elezioni Regionali del 2017, hanno destrutturato l’ipotesi accusatoria della Procura di Termini Imerese”.

Così ha esordito Alessandro Pagano Vice Capogruppo della Lega alla Camera dei Deputati non appena appresa la notizia.

“Che si sia trattato di un clamoroso errore della Procura di Termini che ha provocato danno a me ed a Matteo Salvini è più che lecito affermarlo, non solo per le tesi alquanto suggestive ma anche per la coincidenza della conferenza stampa tenuta dal Procuratore della Repubblica di Termini Imerese Ambrogio Cartosio il 4 Aprile 2018, ovvero lo stesso giorno in cui per la prima volta Matteo Salvini salì al Quirinale per ottenere potenzialmente l’incarico di Presidente del Consiglio dalle mani del Presidente Mattarella. Ma alla generalizzata incredulità per la ‘originale iniziativa’ della Procura di Termini Imerese, hanno posto rimedio con 2 pronunce esemplari, sia il Tribunale del Riesame di Palermo il 4 Luglio 2018, sia la Corte di Cassazione a cui si era appellata la stessa Procura il 21 dicembre us. Questi due provvedimenti mi fanno affermare senza ombra di dubbio che, al di là delle singolari iniziative di taluni procuratori, la fiducia verso la magistratura rimane un valore immutato ed immutabile”.