Cugino di Messina Denaro: restituita azienda casearia al sorvegliato speciale

Mario Messina Denaro, cugino del più famoso Matteo, il superlatitante castelvetranese accusato di essere uno dei Capi di cosa nostra, aveva visto prima sequestrare e poi confiscare la sua azienda casearia nel dicembre del 2014 e ora, a distanza di 4 anni, le è stata restituita, in quanto, la quinta sezione della Corte d’appello di Palermo ha revocato la confisca dei suoi beni del valore di circa sette milioni di euro che era stata disposta dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Trapani. Nell’inchiesta era stata coinvolta anche la moglie di Mario Messina Denaro, Benvenuta Anna Maria Forte, di 66 anni.

I giudici di secondo grado hanno accolto la tesi degli avvocati difensori Francesco Moceri e Ferdinando Giannilivigni, secondo i quali, i beni accumulati dall’imprenditore caseario “non sono di provenienza illecita”. La Corte d’appello di Palermo ha, quindi, disposto la restituzione ai due cugini del boss. Si tratta, in particolare, di un’azienda casearia intestata alla donna e di un appartamento a Castelvetrano.

Per Mario Messina Denaro, però, la Corte d’appello di Palermo ha confermato la “misura personale” della sorveglianza speciale inflittagli dal Tribunale di Trapani. Mario Messina Denaro era stato infatti arrestato
nel dicembre 2013 con l’accusa di tentata estorsione all’imprenditrice Elena Ferraro, titolare della clinica Hermes. Condannato a 4 anni e 2 mesi di carcere, il cugino del boss ha già scontato la pena. Lo scorso 6 dicembre, invece, il Tribunale di Marsala lo ha condannato, insieme alla moglie, per bancarotta fraudolenta patrimoniale in concorso. Tre anni e 8 mesi di carcere per lui, tre anni per lei.

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