“Mia moglie piangeva, mio figlio vomitava e io pregavo: 15 minuti di terrore sulla funivia”

Indimenticabile per una famiglia trapanese l’avventura vissuta sulla funivia di Erice lo scorso 5 gennaio.

L’ondata di gelo siberiano abbattutasi sulla nostra provincia lo scorso fine settimana e che ha causato molti disagi alla popolazione per via della nevicata improvvisa ha avuto i suoi effetti anche su monte Erice come era prevedibile. Un nostro assiduo lettore ci ha mandato una lettera nella quale il racconto assume connotati spaventosi. R.P., queste le sue iniziali, in questo toccante racconto, manifesta tutta la paura provata su un “ovetto” della funivia ericina.

“Noi eravamo li sopra, sulla funivia di Erice, intendo. Eravamo di ritorno  a Trapani. Eravamo partiti tranquilli dopo aver passato bei momenti sulla neve appena caduta. Eravamo già sull’ovetto quando un forte tuono ha bloccato tutto. Da quel momento è stato l’inizio di tutto, del terrore, dello shock. Un fortissimo vento si è alzato dando vita ad una tempesta. La cabina in cui ci trovavamo io e la mia famiglia ha cominciato a girare a destra e a sinistra. Mio figlio vomitava ovunque e la mia compagna era bianca come un cadavere. Io avevo perso le speranze…ho pensato  al peggio..

La cabina ondeggiava nel vuoto e sembrava staccarsi da un momento all’altro dal cavo.

Pregavo da non credente. Ho detto: Dio se esisti davvero facci arrivare sani e salvi a Trapani. Dopo circa 15/20 minuti di disperazione, pianti lamenti e battiti alle stelle, siamo arrivati a toccare il suolo. Non salirò mai più sulla funivia. Gente incompetente da denunciare. Vista la situazione non ci dovevano neanche far salire”

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