Ieri incontro sulla massoneria e la libertà di associazione all’Ars: “legge Fava mostruosa”. Espressa la vicinanza del Governo regionale

Si è tenuto ieri mattina, alle ore 10,30 presso la Sala Mattarella di Palazzo dei Normanni, l’incontro “Liberi di associarsi”, nel quale è stato affrontato il tema della libertà di associazione, nella Sicilia che ha visto approvata la Legge Fava che costituisce obbligo, da parte di chi ricopre incarichi politici, di dichiarare o negare la propria appartenenza alla massoneria. Per chi volesse ripercorrere la questione basta cliccare questo link .

E’ emersa, dagli interventi dei relatori, una generale concordia sulla inutilità e l’assurdità della Legge Fava. E’ stato sottolineato, in particolar modo dall’Avvocato Andrea Pruiti Ciarello, la forte incostituzionalità della legge.

“Adesso aspettiamo la sanzione- dicono gli onorevoli Lo Curto e Catalfamo- visto che ci siamo rifiutati di firmare la dichiarazione. Soltanto con un provvedimento preso a nostro carico possiamo impugnare la Legge per sollevarne il problema di incostituzionalità”. Sebbene, sostiene l’On. Catalfamo “nutro seri dubbi che applicheranno una sanzione visto che sanno bene i problemi di incostituzionalità che presenta la legge”.

“Anche questa è disobbedienza civile, questa non è semplicemente una difesa alla massoneria ma una difesa ai diritti di tutti. Oggi a loro, domani a chi?”, sottolinea l’On. Lo Curto

Gli stessi Miccichè e Lagalla hanno mostrato la vicinanza ideologica ai problemi sollevati durante il convegno.

“Che gli uffici dell’Assemblea abbiano scelto oggi, responsabilmente e consapevolmente, di aprire la porte di questa storica sala delle istituzioni siciliane al Grande Oriente d’Italia, in un momento in cui la fibrillazione è cresciuta in ragione delle recente legge dell’Ottobre 2018, evidentemente esprime la consapevolezza del valore che la massoneria italiana ha, e ha avuto, nella storia del nostro Paese”, afferma Roberto Lagalla.

“Questa legge sulla Massoneria approvata in Sicilia è mostruosa – dice Bis, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia -. Si vogliono colpire solo gli amministratori pubblici massoni”.