“Il Baglio Basile non chiude, nessun allarmismo”. Intervista ad Antonio Fresina

La Tenuta Volpara e il Delfino Beach sono già stagionalizzate. Non capisco tutta questa attenzione mediatica nei confronti del Baglio Basile che rischia di danneggiarci anche economicamente. Sediamo ogni remora: non chiudiamo anzi, semmai, ci stiamo preparando per offrire ai clienti un “pacchetto Pasqua” con i fiocchi“.

A parlare così è il commercialista Antonio Fresina, uno degli amministratori giudiziari del mega complesso alberghiero che un tempo fu il fiore all’occhiello del re degli alberghi locali, il marsalese Michele Licata ancora sotto processo per evasione fiscale e truffa allo Stato.

Nel novembre del 2015, l’operazione della Guardia di finanza denominata “Scacco al Re” ( e non è un caso) smantellò, di fatto, l’impero economico del “famoso” imprenditore marsalese, leader nel settore del turismo e della ristorazione. A Licata venne sequestrato tutto e da quel momento le “sue” strutture sono sotto amministrazione giudiziaria e gestite dai commercialisti Antonio Fresina e Andrea Passananti. Qualche giorno fa, la stampa locale si è occupata della temporanea “chiusura” del Baglio Basile, chiusura che si protrarrà almeno fino al prossimo Aprile. Questo ha suscitato qualche equivoco oltre che preoccupazione anche fra i potenziali clienti della struttura ricettiva, i quali, allarmati da questa notizia, hanno considerato l’ipotesi di annullare il trattenimento prenotato. In realtà ( e ci tiene a sottolinearlo lo stesso Fresina) “non sta accadendo nulla di anomalo”. “Tanto rumore per nulla” dunque, come direbbe il sempre attuale William Shakespeare? Parrebbe proprio di sì stando a quanto dichiarato dallo stesso amministratore.

Fresina, il Baglio Basile chiude oppure no? Ci vuol spiegare perchè resterete chiusi fino ad Aprile?

Il Baglio Basile non chiude, semmai rilancia e diventa “stagionale”. E’ un’operazione necessaria per sterilizzare gli effetti del Decreto Dignità. Se lei legge un articolo pubblicato dal Sole24Ore due giorni si può rendere conto di come, con la stagionalizzazione , si possano sterilizzare gli effetti di questo decreto. Già altre strutture alberghiere in Sicilia, e cito fra queste ad esempio il San Domenico di Taormina, applicano il “sistema” della stagionalità. E’ l’unico modo, mi creda, per potere rinnovare i contratti a tempo determinato di stagione in stagione. Con il Decreto dignità, non è possibile rinnovare questo tipo di contratto senza che si trasformino a tempo indeterminato. Ma come si fa a fare tutto questo? E’ impossibile trasformarli tutti a tempo indeterminato. Ci sono delle normative che con il campo del turismo sono incompatibili“.

Fresina, ci vuol spiegare meglio facendo magari un esempio?

Guardi, è semplice, le spiego meglio con un esempio classico. Se io ho un impiegato, un Mario Rossi qualsiasi, con una sua anzianità di servizio, uno che conosce l’azienda ed è abituato a muoversi a proprio agio, è probabile che magari, dopo aver lavorato tutta l’estate, si fermi per qualche mese e poi decida di lavorare presso un’altra struttura che lo chiama perchè ha bisogno di lui. E magari, poi, tornata l’estate, questo stesso impiegato torni a lavorare nella mia struttura. Ecco, vede, questi sono meccanismi tipici del mondo del turismo, ovvero andare dove il quel momento c’è più affluenza di clienti. Con il Decreto dignità questo non è più possibile farlo. L’unico modo per superare questo problema è dichiarare la stagionalità di questa struttura”.

Cosa si sente di dichiarare per sedare ogni equivoco che potrebbe essere scaturito da un malinteso causato nei giorni scorsi leggendo qualche articolo comparso sulla stampa?

Tutta questa attenzione mediatica nei confronti di questo “passaggio” che è semplicemente giuslavoristico può creare un danno economico all’azienda. Ieri ha chiamato una signora il cui figlio si sposa a settembre prossimo chiedendoci allarmata se deve disdire e prenotare altrove. Comprende bene che è un allarme inutile. Siamo aperti. Punto. Chiudiamo da adesso fino ad Aprile giusto per essere “stagionali”. E per esserlo occorre stare chiusi 70 giorni in un anno. Questi 70 giorni possono essere suddivisi nel corso dell’anno e noi abbiamo preferito prenderceli tutti adesso”.

Allora a quando l’appuntamento per la riapertura in grande stile?

Stiamo già organizzando un “Programma Pasqua” fantastico. Oltre alle altre promozioni, si intende. Per attrarre la clientela che ci segue ed è consolidata, stiamo lavorando alla grande. Torneremo ancora più forti. Abbiamo fatto sacrifici enormi, è vero, proprio per essere corretti. Da 3 anni e mezzo il personale è messo in regola. Paghiamo i contributi fino all’ultimo centesimo. La cosa bella è che molti nostri impiegati ce lo riconoscono e ci ringraziano per questo. E’ l’aspetto più gratificante, mi creda”. 

Tiziana Sferruggia