martedì, Agosto 16, 2022
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Francesca Marino ricorda il dramma del Belice attraverso “Images & Sensation”

Una tragedia rivissuta attraverso un importante progetto fotografico per non dimenticare e continuare a ricordare una terra che nel corso di questi anni sta lottando ancora per riscattarsi dal lutto e dalla distruzione.

“Images & Sensation” è il nome dell’iniziativa fotografica realizzata in onore della commemorazione delle vittime del terremoto del Belice del 1968.Gli scatti, realizzati da Antonino Ingrande e Francesco Signorino nei luoghi distrutti dal sisma, hanno come protagonista la petrosilena Francesca Marino.
La storia, per non dimenticare.Nella notte tra il 14 e il 15 Gennaio 1968, un violento terremoto di magnitudo 6,4, mise in ginocchio la provincia di Trapani, colpendo la valle del Belice.Fu uno dei più grandi traumi della Sicilia, un sisma che generò morte e distruzione.I centri più colpiti furono i paesi di Gibellina, Poggioreale e Montevago. Le vittime accertate furono circa 370, 1.000 i feriti, 90.000 gli sfollati.Diverse scosse anticiparono quelle più violente, ma esse, iniziate nel pomeriggio furono soltanto il preludio a quelle devastanti iniziate durante le prime ore del 15 gennaio. La devastazione totale giunse con la scossa più forte dell’intero sciame sismico, verificatasi alle 3.01. In pochi istanti tre interi paesi furono rasi al suolo.
Oggi, a 51 anni dal terremoto, le rovine della città fantasma di Poggioreale, rimangono a testimoniare il dolore di una ferita ancora aperta al cuore della Sicilia.
“Un progetto fotografico profondo che è riuscito ad emozionarmi, di certo il più significativo e importante di cui sono stata protagonista. Poggioreale, “la città Fantasma” e il Cretto di Burri , luoghi così segnati e ricchi di memoria in cui mi sono recata con estremo rispetto.
Per me non è stata una semplice iniziativa fotografica, perchè per la realizzazione di questi scatti ho dovuto vivere e sentire quei luoghi, tanto da riuscire a percepirne il dolore che si respira ancora nell’aria.” Scrive Francesca.
Francesca inoltre, dedica un pensiero a quel tragico evento, commentando una delle foto per lei più significative, lanciando un messaggio di speranza, affinchè questo territorio distrutto, dimenticato e segnato dal dolore, torni un giorno ad essere prospero.
“Troppe voci, tutte in una notte, si alzarono verso il cielo in una fredda notte di Gennaio del 1968, quando il paese di Gibellina fu raso al suolo.
Ma nonostante ciò, vestita di nero, in senso di immenso rispetto, salendo a piedi scalzi su uno di quei blocchi e trascinando un drappo rosso colmo di dolore, rivolgo lo sguardo verso l’infinito laddove, c’è ancora speranza”.

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