Giallo di Salemi: spunta l’ipotesi omicidio. Ciravolo aveva le mani legate?

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Si infittisce ancora di più il mistero sulla morte di Francesco Ciravolo, lo “sposino” di Salemi che il giorno delle proprie nozze, lo scorso 29 dicembre, non si è presentato all’altare. Ciravolo, infatti, proprio quel giorno avrebbe dovuto convolare a nozze con un’ infermiera di Castelvetrano. Ciravolo, non nuovo a esperienze di questo genere, dato che per ben due volte avrebbe annullato il matrimonio con la stessa donna, è sparito il giorno delle nozze e non ha dato più notizie di sè. Il salemitano “sarebbe” stato trovato morto carbonizzato nella sua auto, una Mercedes Classe C, posteggiata nelle campagne salemitane, a Piano Rizzi, giorno 5 gennaio. Dell’uomo ritrovato nell’auto però, sono rimasti pochi resti tanto che al momento gli inquirenti non hanno neanche confermato che appartenga a Ciravolo quel corpo carbonizzato. Il Giornale di Sicilia però, ha pubblicato la notizia che il corpo ritrovato nella Mercedes avesse addirittura le mani bloccate sul volante, notizia che di fatto smonterebbe l’ipotesi del suicidio dello stesso salemitano e avanzerebbe di buon grado la quasi certezza che si tratti di omicidio. Secondo alcune indiscrezioni, il colonnello dei carabinieri avrebbe però smentito questa notizia, rimandando le cose, come si suol dire, al punto di partenza.

Ciravolo sarebbe stato inoltre condannato qualche tempo fa per truffa. L’uomo infatti aveva subito un procedimento penale che gli aveva inflitto la condanna a 4 mesi di reclusione e al pagamento di 60 euro di multa. Pena di fatto sospesa. Nel 2009, Ciravolo, con una scusa si era fatto consegnare il documento di riconoscimento di un suo conoscente che avrebbe poi esibito ad uno sportello Enel per farsi allacciare la corrente elettrica. Giovanni Piccichè, questo il nome dell’uomo truffato, si era visto poi recapitare una bolletta di 246 euro. Francesco Ciravolo di fatto, in quell’occasione, fu costretto a pagare un’ammenda di 750 euro per pagare le spese processuali.

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