Nave Sea Watch: 3 politici salgono a bordo. Condizioni di grave disagio

Sono tre i politici italiani saliti a bordo della nave Sea Watch carica di migranti e ancorata al largo di Siracusa. Si tratta di Nicola Fratoianni, segretario nazionale di Sinistra italiana e i due parlamentari Stefania Prestigiacomo (Fi) e Riccardo Magi (+Europa). Naturalmente è salito anche il sindado della città aretusea, Francesco Italia.

«Abbiamo fatto un blitz utilizzando un gommone. Con noi ci sono anche un avvocato e uno psicologo. Questa la dichiarazione fatta prima di salire a bordo da parte Fratoianni .

«Insieme ai colleghi deputati Prestigiacomo e Magi, al sindaco di Siracusa, ad attivisti di associazioni di volontariato e ad alcuni legali, siamo a bordo della nave Sea Watch,nonostante il divieto delle autorità che ieri hanno impedito che potessimo esercitare le nostre prerogative costituzionali.
Verificheremo la situazione a bordo e continuiamo a chiedere che i naufraghi e l’equipaggio siano fatti sbarcare in rispetto delle norme internazionali». Anche queste sono parole usate da Fratoianni stavolta postate su FB.

«La Sea Watch non è una nave commerciale, è una barca da diporto, registrata come barca passeggeri e come tale non soggiace alle norme per le imbarcazioni commerciali», ha detto la parlamentare Stefania Prestigiacomo (Fi), che era alla guida del gommone che l’ha portata sulla Sea Watch.

«La questione migranti – aggiunge Prestigiacomo – non è uno show mediatico di esibizione di forza, come sosteniamo da tempo, ma va affrontata in modo serio, politico, in Europa, senza isolare il Paese dai suoi partner europei e soprattutto senza mettere a rischio vite umane. Il governo affronti la questione migratoria con le competenze adeguate, se ne ha, e non impedendo a un pugno di disgraziati di scendere sulla terraferma…».

«Sono venuto ad accertarmi personalmente delle condizioni di salute dei 47 migranti che sono sulla Sea Watch». lo ha dichiarato il sindaco Francesco Italia, appena salito a bordo a bordo della Sea Watch 3.  «Non abbiamo forzato alcun blocco – ha spiegato – e nessuna motovedetta ci ha impedito di salire ma era mia intenzione portare il sostegno della comunità siracusana che rappresento a queste persone che vivono una condizione di estremo disagio emotivo e fisico. Ho spiegato loro che nessuna pensa loro siano pericolosi ma esseri umani. Il comandante della Sea Watch ieri ha chiesto assistenza psicologica per le persone a bordo, non ha sollecitato un’intervento per emergenza medica».