Pantelleria, uso di fitofarmaci: al via sperimentazioni per alternative

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Un incontro partecipato quello che si è tenuto al circolo Kohoutek Tracino, alla presenza del sindaco Vincenzo Campo, e che ha aperto il ciclo di appuntamenti dove Antonio Parrinello, direttore del Parco Nazionale Isola di Pantelleria, incontra la comunità isolana. I temi discussi sono stati quelli inerenti le attività economiche dell’isola e la gestione del paesaggio, con una particolare attenzione ai giovani che rappresentano il vero punto di forza per tutelare le tradizionale manualità dei lavori agricoli ai processi di industrializzazione. “Fondamentale è il percorso di studio – ha detto Parrinello – la scelta dell’indirizzo agrario è la base di partenza che deve essere, poi, supportata, da aggiornamento continuo per far conoscere le produzioni locali e incentivare la commercializzazione”.

Argomento centrale dell’incontro è stata la questione relativa la glifosato. La mission del Parco è quella di coltivare la bellezza, rispettando il lavoro dell’uomo; non è un caso che le sue massime espressioni, la vite ad alberello e i muretti a secco, siano riconosciuti patrimonio Unesco. L’Ente Parco non inventa nulla, ma applica quello che prevede la normativa nazionale e, che nel caso specifico, non vieta l’uso di fitofarmaci ma ne limita le quantità nelle aree protette, emanando una delibera concordata con la stessa amministrazione comunale. “Non si tratta di un’ordinanza di proibizione ma di controllo, che consente di raggiungere alti standard produttivo con la garanzia di avere prodotti biologici di qualità: elementi che diventano un valore aggiunto per la commercializzazione” – ha affermato Parrinello. Il Parco avvierà, a breve, alcune sperimentazioni per trovare formule di trattamento con composti a basso impatto ambientale e non nocivi per la salute. Alla base ci sono le convenzioni che il Parco ha stipulato con accreditati istituti di ricerca: la Novamont, in collaborazione con l’Università Bocconi e l’Università di Palermo inizierà una sperimentazione con l’acido pelargonico, potente erbicida estratto dall’olio di cardo. Una convenzione stipulata con il Dipartimento Agribusiness della Bocconi consentirà di costruire modelli di business adattati alle esigenze dell’isola che si pongano l’obiettivo di incrementare il reddito degli agricoltori e invogliare il ricambio generazionale; mentre con il Dipartimento di meccanica agraria del Politecnico di Torino, inizieranno sperimentazioni di macchine per la lavorazione dei terreni in linea con le esigenze dell’agricoltura pantesca.          Il dialogo con il territorio che il Parco ha avviato presso alcuni circoli dell’isola c vuole essere una vera metodologia operativa che fa del Parco uno strumento a disposizione degli agricoltori, capace anche di tutelare il loro reddito, attraverso specifici provvedimenti che riguardano l’impiego delle aziende agricole per la sistemazione di strade e muretti, l’estirpazione e il reimpianto, le regole per la bruciatura delle stoppie. Il secondo incontro è in programma oggi alle 18 presso il circolo agricolo Scauri    

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