Marsala e la “monnezza”: cronache dall’Isola Ecologica

Ci vuole tempo. E pazienza. Perchè i cittadini si abituino al “nuovo” sistema penserete voi, e invece no. Ci vuole tempo e pazienza per conferire i rifiuti (qualora decideste di portarli “di persona personalmente” cit. Catarella) all’Isola Ecologica dell’ex salato, per intenderci. Ecco cosa accade a chi, pieno di sacchi e sacchettini che cadono, pendono, scivolano da tutte le parti, varca l’ingresso dell’Isola ( si chiama isola perchè è un mondo a sè, staccato, avulso dal resto del territorio). Intanto, deve fare la fila. Aspettare cioè che altri cittadini si registrino, sciorinando il proprio codice fiscale e poi consegnino i propri sacchetti colmi di spazzatura all’addetto, il quale, comprensibilmente stressato, li peserà su un’ apposita bilancia,

controllando nel frattempo se avete “sgarrato” a scindere bene e per appartenenza di genere i rifiuti. Per fare tutto questo vi occorreranno 15/20 minuti buoni della vostra giornata, trascorsi fra urla, liti e improperi lanciati contro chi ha avuto la lambiccosa ( è un eufemismo al ribasso) idea di adottare questo farraginoso sistema.

Sul perchè i rifiuti vengano pesati tutti, la gente si interroga dandosi le più fantasiose spiegazioni.

Perchè pesano la plastica, l’organico, il vetro, i metalli e la carta? Non doveva essere pesato solo l’RSU , ovvero l’indicatore di quanto ricicliamo e la tassa applicata non doveva essere calcolata proporzionalmente con quanto indifferenziato producevamo? Domande di questo tipo vengono rivolte da cittadini arrabbiati, tremanti, nervosi e confusi all’addetto della “casina di legno”, il quale, in una fase comprensibilmente nevrotica, continuerà a ripetere che “vuol fare bene solo il suo lavoro” il che tradotto significa : ma perchè rompete le scatole a chi fa un lavoraccio come questo al freddo, al caldo, al vento ed esposto ad una puzza ammorbante che a tratti mi fa mancare il respiro? Andate a chiedere a chi ha fatto questa “bella pensata”.

E ci sta tutto. Ci stanno le crisi isteriche delle signore e dei signori che hanno fretta, che devono andare a lavorare e a prendere i figli da qualche parte. Pazienza e tempo. Bisogna munirsi di queste due virtù per fare quello che un tempo era considerato un semplice gesto, connaturato alle nostre abitudini. Perchè questi cittadini imbufaliti ( penserete voi) si ostinano a conferire i sacchetti della spazzatura all’isola ecologica e non approfittano del servizio porta a porta? La risposta è quasi univoca: non porterò mai dentro casa un mastello che è stato fuori e che si è sporcato anche perchè non ho dove metterlo in casa.





Intanto la città continua a essere sporca. La gente incivile continua a gettarla per strada e così ogni portone, ogni anfratto, ogni angolo diventa una piccola discarica “sotto casa”.

Con buona pace delle due virtù

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