Stefano Pellegrino indagato: il deputato forzista accusato di corruzione elettorale

Il nome del politico marsalese finito nella maxi operazione antimafia legata al mondo delle scommesse, è quello del noto avvocato penalista deputato all’ARS, Stefano Pellegrino. La maxi operazione denominata “Mafia Bet” effettuata a Campobello di Mazara ha portato all’arresto di noti imprenditori del luogo come Calogero Jonn Luppino, campobellese di 39 anni, suo zio Salvatore Giorgi, 60 enne, anch’egli di Campobello di Mazara e Francesco Catalanotto, castelvetranese gestore di un centro scommesse a Campobello di Mazara. tutti sono accusati di associazione mafiosa, estorsione.

Cosa c’entra Stefano Pellegrino in tutto questo? A quanto pare, Calogero Jhonn Luppino, avrebbe regalato “sacchi di spesa” ad alcuni indecisi elettori campobellesi con la promessa di votare per Pellegrino.
Luppino infatti dovrà rispondere anche del reato di corruzione elettorale, lui sarebbe stato l’alter ego dell’on. Pellegrino e l’ordine di sostenere il penalista marsalese alle regionali sarebbe arrivato dal carcere.

Pertanto, un invito a comparire per rendere interrogatorio dinanzi ai pm della Procura distrettuale antimafia di Palermo, è stato notificato al deputato regionale di Forza Italia Stefano Pellegrino che è indagato per corruzione elettorale, ma non gli è stata contestata l’aggravante mafiosa. Pellegrino siede all’Assemblea Regionale Siciliana dal maggio 2017 quando subentrò all’on. Girolamo Fazio, nel frattempo arrestato per corruzione, ed è stato rieletto alle ultime elezioni regionali nel collegio elettorale della provincia di Trapani, nella lista di Forza Italia, con oltre 7 mila preferenze. Nel Parlamento regionale presiede la prima commissione ed è anche componente della commissione regionale antimafia.

Questa la dichiarazione rilasciata agli organi di stampa dall’on. Stefano Pellegrino: “Si tratta di soggetti che ho conosciuto tramite la mia attività pluridecennale di avvocato penalista – ci ha detto Stefano Pellegrino -. E’ possibile che soggetti da me assistiti abbiano parlato di me nel corso di telefonate intercorse tra di loro. Nulla però a che vedere con la mia campagna elettorale. Io non ho chiesto voti per me  a questi soggetti. Inoltre da quando occupo il ruolo di deputato regionale sto provvedendo a “lasciare” il patrocinio legale di tutti quei soggetti che hanno accuse che sono in qualche modo “incompatibili” con il ruolo istituzionale che ricopro. Per quanto attiene a questa vicenda ho chiesto immediatamente al Pubblico Ministero di essere ascoltato. Oggi alle 12 avrò l’ incontro in  Procura”.