Sequestro beni al re del calcestruzzo accusato di mafia: era iscritto all’antiracket

Guai giudiziari per Stefano Parra, genero di Leonardo D’Arrigo considerato un importante esponente della mafia di Partinico. Secondo quanto riportato in esclusiva dal quotidiano Giornale di Sicilia, Parra è considerato il re del calcestruzzo di Palermo, titolare di alcune importanti cave a Partinico. In passato è stato condannato per concorso esterno in associazione mafiosa.

All’imprenditore sono stati sequestrati terreni, immobili, impianti, cave, aziende, quote societarie. Gli inquirenti hanno rilevato una sproporzione fra redditi dei presunti titolari di quattro aziende edili e di calcestruzzo, considerati dei prestanome di Stefano Parra. La ricchezza di Parra dipenderebbe dal potere del suocero D’Arrigo, pezzo grosso di cosa nostra.

Nel duemila Parra era stato arrestato in quanto ritenuto vicino alla mafia di Partinico ma poi “cambiò vita” e si iscrisse all’antiracket. Denunciò due attentati contro i suoi cantieri che producevano fiumi di calcestruzzo.

Nel gennaio del 2013, aveva tuonato su giornali e tv: «Andremo avanti, non ci lasceremo intimidire» e si era iscritto all’associazione antiracket per antonomasia, “Libero Futuro”. Aveva anche fatto appendere un cartello all’esterno dei suoi cantieri con la significativa scritta “pizzo free”. Aveva anche sottoscritto il «patto degli edili» per non pagare più il pizzo e denunciare ogni forma di estorsione».

La Dia però è convinta che Parra non abbia mai rotto certi suoi legami con la mafia locale.