Vito Armato: «siamo tutti in pericolo. Attenti al sistema politico corrotto»

Vito Armato e Matteo Salvini

Pare un mistero e forse lo è. La notizia che vorrebbe il marsalese Vito Armato, appassionato attivista politico della prima ora e attuale presidente del circolo della Lega in città, in procinto di essere espulso dal partito per cui finora si è battuto con onore e determinazione, credendoci fino in fondo, ha suscitato scalpore ma anche preoccupazione per le modalità con cui è stata divulgata. Spieghiamo con tutti i dettagli ciò che è accaduto. Sabato 2 marzo, una testata giornalistica locale ha pubblicato un articolo nel quale si dà per certa la sospensione di Vito Armato dalla Lega adducendo come motivo “le iniziative autonome e la partecipazione a riunioni in vita delle amministrative di Marsala senza avere concordato con il partito nessuna di queste attività “. Anzi, ne si è data pure per certa la relativa e conseguente espulsione qualora lo stesso Vito Armato avesse continuato a reiterare il suo comportamento “autonomo”.

Alla smentita scattata immediatamente sui social da parte dell’interessato, il quale ha sottolineato il fatto che si trattasse di una mera fake news, la testata giornalistica ha addotto come prova un documento indirizzato al Commissario della regione Sicilia sen. Stefano Candiani, al responsabile Enti Locali, Igor Gelarda e allo stesso Vito Armato socio sostenitore .Tale provvedimento di sospensione però, oltre a non essere stato scritto su carta intestata con relativo marchio di contraddistinguo, non è neanche firmato nè tanto meno riporterebbe luogo e data di emissione. In pratica, manca tutto, ovvero il necessario e legale protocollo. Chi l’ha mandato? Ed ecco la prima misteriosa domanda.

Naturalmente, è facile immaginare che il diretto interessato da un simile scoop, abbia chiesto immediati chiarimenti ai “vertici della lega” non meglio specificati nell’articolo apparso sul giornale. Igor Gelarda, interpellato da Armato ha scritto, in risposta, un messaggio di questo tenore: “ti do la mia parola d’onore che io non l’ho detto a nessun giornalista”.

Chi è la talpa? Ma sopratutto: esiste davvero una talpa? Se lo stesso Armato non ha ricevuto al momento nessuna comunicazione da parte del partito e non è mai neanche stato convocato per fornire spiegazioni sul suo comportamento, perchè è uscita questa notizia sul giornale? Chi è il mandante di questo falso politico?

Per correttezza di informazione abbiamo intervistato Vito Armato anche in merito a quanto sta accadendo nelle ultime ore e che ha visto alcuni esponenti politici di rilievo coinvolti in vicende non ancora chiarite dalla magistratura.

Fake e arresti, cosa sta succedendo nel nostro territorio?

“Sono accadute cose inquietanti e non vorrei che fossero collegate fra loro, questo sarebbe molto preoccupante per la libertà dei cittadini. Il 2 marzo, quando è uscita la notizia falsa sul mio conto, io ero a Mazara proprio con il responsabile Enti locali per la provincia di Trapani, Roberto Bertini, al lavoro, insieme, a sostegno del candidato leghista sindaco Giorgio Randazzo. Questo a conferma di quanto io sia impegnato in provincia con la Lega. Io piuttosto che il “ben servito” o la sospensione mi aspetto semmai una promozione, proprio per il mio impegno incondizionato. Ci tengo a precisare che io non ho mai sostenuto la Lega per avere un incarico tant’è che quando, lo scorso 3 agosto, mi hanno comunicato che non sarei stato più io il responsabile agli Enti Locali provinciali, non ne sono rimasto deluso. Nel 2015 abbiamo intrapreso un percorso di legalità e questo non può essere messa in discussione. Credo nelle politiche del nostro leader. Sono con lui, da sempre.

Allora, se tutto va bene, perchè è uscita la notizia di una sua espulsione, data, tra l’altro per certo e non come vox populi, come rumors?

Questo vorrei saperlo anch’io. Non ho ricevuto alcuna notifica. Se la notizia fosse vera, credo che questo significherebbe un rischio per tutti i cittadini. E non parlo solo della provincia di Trapani ma di tutta la Sicilia. Il territorio va tutelato anche grazie al contributo delle persone che hanno esperienza e che lo conoscono. Sono sereno e convinto che sia Igor Gelarda che Bertini confermeranno le mie dichiarazioni. Giovedì faremo qui a Marsala un grande evento che parlerà di tutela del territorio. Sarà all’Hotel President alle ore 21.30. Cittadini e simpatizzanti sono invitati a partecipare, come si dice in queste occasioni”

Lei parlava di un collegamento fra la presunta espulsione e quanto accaduto in queste ultime settimane.

“E ribadisco che non sarà certo una notizia falsa a smantellare il mio impegno con la Lega e contro il sistema politico corrotto che attanaglia la nostra provincia e la Sicilia intera. Spero che le vicende giudiziarie di queste ultime settimane e di queste ultime ore non vengano confermate. Due grossi nomi del nostro territorio e mi riferisco a Pellegrino e a Ruggirello, tirati in ballo in vicende così fosche, devono far riflettere. Se queste accuse venissero confermate dobbiamo veramente stare attenti tutti. Non vorrei che il mio allontanamento da questo scenario politico fosse collegato anche a questo”.

In che senso, scusi. Vuol spiegarci meglio?

“Parlo ovviamente dell’allontanamento preventivo di persone che con il loro impegno onesto e disinteressato potrebbero rappresentare un ostacolo per la corruzione politica. Forse si sta cercando di mettere a tacere la voce dei cittadini onesti. Aspetto comunque chiarimenti da parte della segreteria provinciale e regionale”.

Nell’articolo si fa riferimento alle sue iniziative personali non in linea con la volontà del partito. Cosa vuol dire?

“Avrei incontrato politici e cittadini per decidere il candidato sindaco di Marsala. In realtà io ho incontrato esponenti del centrodestra ma non per decidere, ma per testare la volontà, sentire l’aria che tira. Naturalmente le decisioni vanno prese e condivise con il partito”.

Si sente un cane sciolto?

“Se per cane sciolto si intende colui che si impegna come faccio io pur restando nelle regole del partito da 4 anni a questa parte, sentendo l’humus del territorio e riferendolo al partito, mi chiedo perchè a questo cane dovrebbe essere messo il guinzaglio. Questo è quello che vuole la lega. Dal territorio dee venire la scelta di chi mandare in rappresentanza a Roma e non viceversa. Da Roma non devono arrivare le direttive imposte e decise dall’alto. Altrimenti si torna al tempo di “Roma ladrona”. Queste sono logiche lontanissime da Matteo Salvini. Io seguo Salvini in tutto e per tutto. Sono stato io il primo io a conoscerlo quando è venuto qui in Sicilia. Sa come lavoro ed è lui il mio referente primario. Lui ascolta molto il territorio. E’ questa la sua forza. Giovedì parleremo anche di aeroporto. Ci sono formule del passato tutte da riscrivere visto quello che è accaduto e quello che hanno prodotto”.

Tiziana Sferruggia

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