Quel favore chiesto da Ruggirello al boss: “levami di torno il fidanzato di mia figlia”

Il bacio unisce e a volte tradisce. Questo verrebbe da pensare guardando le immagini che si susseguono e che sanciscono la “prova provata” del coinvolgimento dell’ex deputato regionale Paolo Ruggirello con esponenti “macchiati e marchiati” dal timbro “cosa nostra”.

Il collegamento d’ eccezione fra lo stesso Ruggirello, originario di Guarrato, una contrada della periferia sud di Trapani, e Pietro Virga storico boss di cosa nostra trapanese, è un mafioso accreditato come Carmelo Salerno di Paceco. Ruggirello fa spesso a trovare Salerno nel suo negozio di articoli da regalo e lo saluta stampandogli due “vasate” sulle guance. Eloquenti sono pure le intercettazioni telefoniche intercorse fra i due. Il giorno in cui Salerno finì di espiare la libertà vigilata, telefona a Ruggirello e gli dice:

“Mi hanno levato quella cosa, hai capito?”, immancabilmente, due giorni dopo, Ruggirello va a trovarlo nel negozio. Per non parlare poi dello scambio di commenti fra i due, nel post elezioni. Significativa è pure la componente paterna e “sentimentale” che induce lo stesso Ruggirello a chiedere un favore a Carmelo Salerno. L’ex deputato regionale chiede al boss di “levargli di torno il fidanzato della figlia”, in quanto ritenuto troppo grande d’età. Salerno in quel caso si affrettò a rassicurarlo con una frase eloquente: ora lo sistemo io. In cambio di questo favore paterno, ( perchè tutto ha un costo) Salerno chiese l’inserimento di alcuni candidati di fiducia nel movimento di Ruggirello, “Articolo 4”, alle Comunali 2015 di Marsala, un posto di lavoro per il figlio e per un altro giovane. Il boss raccomandò anche un negoziante di mobili suo amico, il quale fornì mobili ad un ufficio dell’ARS, guadagnando qualche quattrino.

Scrive il gip Piergiorgio Morosini: “Al sostegno elettorale garantitogli da esponenti della organizzazione criminale, Ruggirello ha sempre risposto con un serio impegno ad essere interlocutore dell’associazione mafiosa per esigenze di singoli affiliati e, ancora di più, per consentire a quest’ultima di entrare in circuiti politico-amministrativi utili ai suo programmi”.

Ma Salerno non è l’unico mafioso che Ruggirello incontra. L’altro boss è Francesco Orlando, definito dal pentito Vincenzo Sinacori, “uomo d’onore riservato” in quanto solo il super latitante castelvetranese Matteo Messina Denaro e pochi altri sapevano della sua appartenenza a cosa nostra.

Una foto ritrae la vasata fra Ruggirello e Orlando e Salerno. Dopo il bacio i tre fecero un giro in auto. Ruggirello poi consegnò i volantini facsimile per l’elezioni al Senato.


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