La cucina delle isole alle Torri Pellegrino

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Ritornano i grandi appuntamenti gourmet presso le Torri Pellegrino. Domenica 31 marzo un pranzo dedicato ai profumi e ai sapori di Pantelleria. Mercoledì 8 maggio la cena per celebrare il tonno rosso di Favignana.

Cantine Pellegrino rende omaggio alla tradizione gastronomica delle isole siciliane della costa occidentale. La cucina delle isole, è questo il nome del nuovo format lanciato dallo storico marchio del vino siciliano per celebrare Pantelleria e Favignana, protagoniste dei due appuntamenti gourmet di primavera presso leTorri Pellegrino.

Si inizia domenica 31 marzo con il pranzo “Cappero!”, ideato da Mario Puccio, chef del ristorante I Giardini dei Rodo di Pantelleria. Un percorso degustazione per assaporare i piatti tipici e le specialità della piccola isola vulcanica. Secondo appuntamento mercoledì 8 maggio per la cena “Sfumature di tonno rosso”, curata dallo chef Francesco Balzani del ristorante Sottosale di Favignana.

Testimonianza di archeologia industriale, le Torri Pellegrino – ex silos sapientemente ristrutturati secondo i dettami del design minimalista – oggi sono lo spazio dedicato alla cucina d’autore. Da una posizione privilegiata, gli ospiti possono ammirare il panorama mozzafiato dello Stagnone e delle isole Egadi e, al tempo stesso, viaggiare tra i sapori e i profumi dei piatti della tradizione gastronomica siciliana, esaltati dall’abbinamento con i vini di Pellegrino. Una lunga storia di famiglia iniziata nel 1880 con la commercializzazione del leggendario marsala, poi ampliata con la produzione di vini bianchi, rossi, dolci e da meditazione.

Domenica 31 marzo – ore 13.30 – Torri Pellegrino

Pranzo “Cappero!” a cura di I Giardini dei Rodo

Il legame profondo tra la famiglia Pellegrino e Pantelleria inizia nel 1992, anno di fondazione della cantina di vinificazione sulla via che oggi porta il nome del fondatore Carlo Pellegrino. E proprio alla Perla Nera del Mediterraneo è dedicato il primo appuntamento gourmet alle Torri. La cucina pantesca è l’originale risultato delle influenze culturali dei vari popoli che hanno abitato l’isola. Il menu Cappero!, elaborato dallo chef Mario Puccio, propone alcune delle specialità più rappresentative di Pantelleria come i ravioli amari e la delicatissima tumma (formaggio locale), a testimonianza della vocazione contadina dell’isola. Produzioni d’eccellenza di Pantelleria sono infatti il cappero e l’uva zibibbo, simbolo di fatica e pazienza di una agricoltura eroica fatta di terrazzamenti per strappare terra alla roccia. I suoli vulcanici conferiscono unicità ai frutti di questo lembo di terra d’Italia rivolto all’Africa. Un’altra tipicità è il pesto pantesco(ammògghiu), condimento a base di pomodoro crudo, olio d’oliva, aglio, capperi, basilico, mandorle, mentuccia, origano e peperoncino, con cui si condiscono bruschette, pasta e anche i secondi a base di pesce. Molto apprezzati anche l’origano e l’olio extravergine ricavato dalla raccolta a mano delle olive biancolilla che crescono su piante basse sferzate dal vento. Il mare regala invece pesce azzurro, polpi, gamberi e calamari. Buonissimo il totano locale di cui i panteschi vanno ghiotti. Per chiudere in dolcezza i celebri baci, delle croccanti cialde fritte a forma di ruota e ripiene di ricotta.

I vini

Per esaltare i piatti della cucina pantesca proposti in menù, lo chef ha appositamente studiato i migliori abbinamenti, per ogni portata, con le etichette di Cantine Pellegrino. Protagonisti indiscussi i vini prodotti con lo zibibbo di Pantelleria, uva dolce e aromatica, coltivata ad alberello su terreni scoscesi, duri da lavorare e sferzati dal vento. Una pratica agricola considerata eroica e riconosciuta patrimonio dell’Unesco. In degustazione Gibelè, bianco secco e fresco, con intensi profumi di gelsomino e Nes, passito pluripremiato e punta di diamante della produzione di Cantine Pellegrino a Pantelleria. Le uve sono essiccate al caldo sole d’estate su graticci di canne e girate a mano grazie al paziente lavoro dei viticoltori panteschi. Un grande vino da dessert, abbinato ai baci panteschi, per chiudere in dolcezza questo primo appuntamento gourmet di primavera.

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