Tredicenne vittima di abusi affidata ad una comunità: la madre non risponde al gip

La madre della ragazzina romena che avrebbe subito abusi sessuali in un ovile nelle campagne di Menfi e Gibellina, nell’ interrogatorio di garanzia svoltosi nel carcere palermitano “Pagliarelli” si è avvalsa della facoltà di non rispondere. La donna è accusata di sfruttamento della prostituzione minorile in quanto avrebbe “venduto” la figlia ad alcuni uomini che avrebbero pagato per le prestazioni sessuali cifre comprese fra 30 e 200 euro.

La giovanissima è stata portata in una comunità per essere allontanata da un ambiente familiare poco adatto al suo sviluppo psicofisico. Le indagini erano scattate a seguito di un controllo effettuato dai carabinieri nel dicembre del 2017 sulla Statale 624 nel comune di Sambuca di Sicilia. In quell’occasione, nel cuore della notte, era stata fermata un’auto, a bordo della quale vi erano un 60enne originario di Gibellina e la tredicenne romena. I militari si insospettirono e fecero controlli più approfonditi. A seguito di ciò venne scoperto l’ovile dove avvenivano gli incontri sessuali. Sei persone sono state arrestate fra le quali la madre della giovanissima. Hanno età compresa fra i 18 e i 60 anni appunto.