Figlia del boss vince concorso alla prefettura:arriva il NO del ministero

Gisella Licata è la figlia del boss Vincenzo, condannato all’ergastolo per la sua appartenenza a cosa nostra di Grotte in provincia di Agrigento. Gisella, 36 anni, ha vinto il concorso per il posto di funzionario statale alla prefettura ma a quanto pare, questo posto è «inconciliabile» con la posizione del papà ergastolano. Lei, come racconta il giornale di Sicilia, ha deciso di fare causa allo Stato rivolgendosi al TAR del Lazio perché il ministero dell’Interno le vuole impedire di prendere servizio dopo che ha vinto un concorso da funzionario civile di prefettura.

“Ero bambina, non so nulla, non potevo sapere niente: che c’entro io con mio padre?”, ha detto Gisella Licata, idonea a un concorso (è giunta 414/ma) bandito dal ministero dell’Interno per 250 posti e ripescata con lo scorrimento della graduatoria. La Licata dovrebbe occuparsi di migranti richiedenti asilo.

Due giorni prima della firma del contratto, il 2 febbraio, ha appreso che dalla questura di Agrigento, il 18 gennaio, era partita un’informativa al ministero: “Si verrebbe a configurare – si legge nella nota – una situazione inconciliabile rispetto all’immissione nei ruoli di questa amministrazione, nella quale vengono svolte funzioni di particolare delicatezza, anche in materia di pubblica sicurezza”.

Nella stessa informativa, però, si sostiene anche che la donna risulta “di regolare condotta in genere e immune da precedenti e pendenze penali, non è dedita all’alcool né all’uso di sostanze stupefacenti”. La sua procedura di assunzione è stata sospesa a tempo indeterminato. Non sarà però probabilmente il Tar a reintegrare la signora Licata: i giudici potrebbero infatti dichiararsi incompetenti a favore del giudice del Lavoro, di Palermo o di Agrigento, perché si tratta di un rapporto potenzialmente già instaurato.