Morte di Gianni: spunta un testimone e parla il fratello: “lo hanno lasciato a morire”

“Gianni andava avanti e indietro come in preda alla confusione e parlava in modo esagitato ma era solo. Non indossava il giubbotto e ha fatto avanti e indietro per almeno 4 volte. Poi è passato un grosso SUV bianco talmente veloce da non vedersi nemmeno la targa e poi più niente. Gianni è sparito in quel momento e non si vede più nelle videocamere”. Questo è l’inquietante racconto fatto da un testimone che ci ha raggiunti stamane in redazione proprio mentre si attende l’esito dell’esame autoptico sul corpo del giovane marsalese Gianni Genna, trovato morto martedì scorso nella tarda mattinata sotto un albero di contrada Digerbato. Questa persona ha contattato la nostra redazione per raccontarci ciò che è rimasto impresso nella videocamera di un’attività commerciale poco distante dal locale “Suburbia” dove il giovane prima di scomparire è stato visto per l’ultima volta.

Quest’uomo che desidera mantenere l’anonimato ha raccontato di aver visto il corpo del giovane al momento del ritrovamento e di aver notato metà del suo volto tumefatto. Accanto a lui c’era un grosso ramo presumibilmente appena potato che sembrava un bastone posato lì vicino.

Altro dettaglio non di poco conto è che il telefonino di Gianni Genna non si trova e che risulta disattivato. Dov’è il telefono di Gianni? Questo SUV c’entra qualcosa con la morte del giovane di Strasatti? Il toccante racconto di Giuseppe, fratello del giovane trovato morto a Digerbato, è un’amara invettiva contro “gli amici” che pur avendolo visto in uno stato alterato, e di aver ravvisato in lui i segni di una inspiegabile confusione non l’hanno aiutato. “LO HANNO LASCIATO A MORIRE. Mio fratello aiutava tutti ma nessuno ha aiutato lui. Dire amici è una parola troppo grossa. Mio fratello non meritava questo. Rispettava tutti e chi l’ha visto quella sera doveva chiamare me o portarlo a casa”.

Forse Gianni aveva bevuto una sostanza eccitante e ha litigato con qualcuno. Potrebbe essersi trattata di una lite finita nel peggiore dei modo, un pugno forse troppo forte, più forte del previsto.