Inaugurata la nave romana a Marsala: il ricordo emozionato di Musumeci e Biondo

Manca lui, il protagonista. A distanza di un mese e qualche giorno dalla tragica morte dell’archeologo e assessore ai Beni culturali siciliani, Sebastiano Tusa, è stata finalmente inaugurata la nave romana che ha trovato degno alloggio all’interno del Baglio Anselmi di Marsala. Stamattina, erano presenti in molti, fra cui il presidente della regione Nello Musumeci e il direttore del polo museale Luigi Biondo, tutti fortemente emozionati sia per l’evento di importanza storica e culturale che si accingevano ad inaugurare che per la grande assenza di Sebastiano Tusa che avrebbe dovuto trovarsi lì, come previsto fin dall’inizio del ritrovamento della nave trovata nei bassi fondali di Marausa nel 2011. Tusa invece è morto in un incidente aereo in Etiopia ed è stato ricordato con parole commosse dal presidente Musumeci e dall’architetto Luigi Biondo. “Il grande guerriero ha posato lo scudo e ha indossato le ali. Oggi si dona una stanza della memoria al museo di Marsala. Una stanza in una casa che non è grande a sufficienza, ma è un salotto dell’ identità. Tusa era convito di intraprendere la strada più complessa ma quella migliore. La strategia utilizzata era quella di offrire questo luogo sempre anche quando non era ancora completo. Non stupitevi se troverete delle didascalie inclinate, la luce non perfettamente orientata. Abbiamo costruito dentro il costruito, orientato dentro l’orientato. Il nostro viaggio raggiunge una tappa fondamentale ma non siamo ancora arrivati, dobbiamo continuare a scavare e lo faremo. Accogliamo qui siciliani e stranieri, abbiamo scelto per tutti di continuare nel cammino dei sogni, quello che era di Sebastiano Tusa”.


“Ci teneva Tusa che io fossi qui e ci sono. Dire che questa cerimonia è dedicata a Tusa è dire poco e male, Sebastiano continua ad essere con noi, ha lasciato tanti appunti scritto che non basterebbero 4 o 5 legislature per finirle tutte.A volte chi da cultura sembra vivere in un mondo non in sintonia con il mondo esterno. Non è così: Tusa era un intellettuale che sapeva vivere nel suo mondo ma integrato con il mondo che lo circondava. Era convinto che i musei devono vivere, un caffè andrebbe preso anche dentro un museo”. “La mia presenza qui è un impegno che avevo preso con Tusa, un assessore che avevo scelto al di fuori dei partiti. Lo avevo fatto perché speravo che la competenza potesse aiutare un governo che ha trovato una Sicilia in condizioni drammatiche”.

Queste le parole scelte da Musumeci per ricordare un uomo che ha lasciato un segno senza retorica, un uomo consapevole di essere senza alcuna ostentazione.

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