E l’organico dove lo metto? Marsala e provincia in tilt

Dove lo metto, dove lo metto non si sa, mi dispiace ma non c’è posto, non c’è posto per carità”.

La canzone dell’ indimenticato Domenico Modugno calza a pennello nel ricordo e nell’attualità di un’emergenza, l’ennesima, riguardante però non un vecchietto “di troppo” ma l’organico, ovvero i resti alimentari differenziati che se smaltiti bene possono rappresentare una risorsa. Evidentemente qui, da noi, in queste lande di Sicilia, non sono risorse ma enormi problemi oltretutto costosi. E’ di poche ore fa la precipitosa notizia di una conferenza stampa indetta a quattro mani dal nostro sindaco Alberto Di Girolamo e da Domenico Surdi, primo cittadino di Alcamo per tentare di scongiurare l’emergenza ambientale che si potrebbe delineare fra poco. Cosa sta accadendo è presto detto: nonostante i dati significativi di raccolta differenziata specialmente a Marsala (il sindaco lo ha detto, ipse dixit) che raggiunge percentuali lusinghiere ( sempre lui lo dice) noi abbiamo un serio problema. La chiusura della Sicilfert, l’azienda di trattamento rifiuti organici di contrada Maimone sita lungo la strada che porta da Marsala a Salemi, accusata di inquinamento ambientale gravissimo, ovvero di aver distrutto le acque pulite del laghetto Maimone con lo sversamento di percolato, residuo inquinante che finiva proprio lì, dove conferire i rifiuti, per i comuni del comprensorio SRR, ovvero Marsala, Alcamo, Trapani, Castellammare, Mazara ecc, è diventato un vero incubo. La Sicilfert, attualmente commissariata, dovrebbe fare lavori di bonifica e poi prepararsi ad accogliere nuovamente l’organico per trasformarlo tramite il compostaggio. Conferire lì, costava 100 euro a tonnellata, cifra adesso lievitata a 190, poco meno del doppio dato che adesso lo portiamo a Belpasso, in provincia di Catania. Marsala, ad esempio, produce 20 tonnellate al giorno di organico ma come se non bastasse, anche Belpasso chiude le porte e per di più a tempo indeterminato. E l’organico dove lo mettiamo? Le ipotesi sono tante e tutte costose e di difficile attuazione. Bologna ad esempio ( sì, avete capito bene, Bologna in Emilia) sarebbe disponibile a prendersi il nostro organico. I costi sono pazzeschi. Si tratta di migliaia di euro senza contare il trasporto e l’inquinamento ad esso collegato. Già adesso, questo nuovo scherzetto costa a Marsala, qualcosa come 8000 euro al giorno in più. Vi è passata la voglia di cantare la canzone di Mimmo Modugno?

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.