“A Parigi non ero ubriaco. Contro di me falsità e fake news”: Ingroia replica alle accuse

La notizia che l’ex pm Antonio Ingoria è stato fermato all’aeroporto di Parigi, il giorno di Pasqua, accusato di essere in evidente stato di ebbrezza e non in grado di imbarcarsi su un aereo Air France per raggiungere l’America Centrale, ha fatto il giro del mondo e ha suscitato un certo scalpore. Ingroia, ex magistrato noto anche per le sue inchieste antimafia, ubriaco, all’aeroporto internazionale De Gaulle, non poteva lasciare indifferenti ma lui, imperterrito, non ci sta a subire le accuse e ha replicato la sua versione dei fatti che è in netta antitesi con quanto riportato dai giornali il giorno di Pasqua appunto. Ingroia parla di fake news sul suo conto, un attacco mediatico non meritato: “Ero stanco e alterato, questo sì. Non alterazione alcolica, badi bene. Ero nervoso. Sveglia nella notte, uscita di casa alle 4 e mezza del mattino, volo Roma-Parigi all’alba, poi questo scalo tecnico, il primo ritardo, il secondo ritardo, finalmente l’imbarco alle 12.30, poi uno dell’equipaggio segnala che il mio posto era occupato, poi un’altra comunicazione di un ulteriore ritardo di un’ora al gate” . Ingroia dunque non era proprio in forma e ha scaricato la colpa su un assistente di volo maleducato nei suoi confronti. Ingroia ha postato un video accanto alla moglie Giselle su facebook nel quale spiega, già in America, come sono andati i fatti: ” Siamo qui per smentire le false notizie che sono state date sul mio conto. Uno dei problemi maggiori del nostro paese è quello della disinformazione e delle fake news. Io mi sono sempre battuto contro le false notizie e per la libertà di Julian Assange che è ancora arrestato – dice Ingroia – è accusato in nome di una pretesa sicurezza dell’informazione mentre lui ha smascherato le menzogne del sistema. Spesso in nome della sicurezza si fanno abusi e poi la stampa fa la sua parte. Nel piccolo anche io sono stato vittima dell’uso pretestuoso della sicurezza per false informazioni e false notizie – dice – quello che è successo è stato un banale litigio su un aereo. Il comandante dell’equipaggio di Air France ha detto che costituivo un pericolo per la sicurezza proprio come per Assange, così sono stato cacciato via», dice.

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