Misteri di Trapani, Tranchida: “la processione non può significare l’espressione di divisioni e contrapposizioni”

Alla luce di quanto amaramente appreso di queste ore, circa il manifestarsi di dissidi e fratture da e/o in seno ai vari Gruppi/Unione, in punta di piedi e con il massimo del rispetto, senza voler oltremodo interferire, ma non certamente stando alla pilatesca finestra, desidero esortare ad una necessaria ed indispensabile ricomposizione. Di certo non ho la pretesa di dettar regole ne disconoscere l’autonomia della stessa Unione Maestranze così come della forza associativa dei singoli Gruppi, ma di sicuro la processione dei Misteri di Trapani non può significare l’espressione di divisioni o peggio contrapposizioni, tanto confliggerebbe con il valore autentico della sua essenza lasciando smarriti fedeli e laicamente comuni cittadini. Tanto rappresenterebbe anche profonda mancanza di rispetto nei confronti di migliaia di cittadini trapanesi, di tantissime donne, bambini, anziani e uomini, di ogni ceto, che accompagnano la processione e le raffigurazioni sacre della morte e passione di Gesù Cristo con una preghiera od un canto, sovente dedicati anche ad un familiare scomparso, spiritualmente impersonando momenti di passione e profondo personale dolore. Questo è quello che più mi ha colpito – forse imparando, da neo trapanese adottivo, a meglio guardare alla Processione dei Misteri di Trapani – sabato mattina e che ho letto negli occhi pieni di lacrime di una bambina, tra tanti, che in mano portava il quadro di Gesù o di una giovane donna che tra le lacrime accompagnava in chiesa anche un pensiero alla madre prematuramente scomparsa.Sicuramente, sul piano organizzativo, si può sempre fare di più o meglio e con il concerto di tutti, ma non va sottaciuto lo sforzo di servizio posto in essere e da tutti, ne l’intesa larga intessuta dall’Unione Maestranze con le autorità religiose e le forze dell’ordine. Al riguardo, circa apparenti divieti e limitazioni, giova ricordare che, purtroppo, viviamo in una società globalizzata, assai complessa e multi problematica, ove al prevenire l’incidente locale (..acclarato lo stesso Venerdì) il timore del fanatismo si presenta, imprevedibile, anche con stragi di innocenti, come la cronaca ci racconta. Adeguate misure di sicurezza e tutela dell’ordine pubblico, non debbono pertanto essere intese quale negazione di partecipazione popolare, diversamente quale garanzia di tutela e sicurezza dell’incolumità individuale e partecipativa.Eventuali e prudenziali “eccessi”, qualora insistenti, vanno valutati ed eventualmente affrontati ma con la serenità e la responsabilità di chi si spende con animo costruttivo.Mi auguro che il forte vento di queste ore spazzi via astio e incomprensioni, lasciando il cielo libero al volo dei gabbiani e delle colombe, ricreando dunque quella magica e serena intesa che dall’incontro della pietà popolare, ereditata da secoli insieme alla tradizione, si manifesti nel credo più autentico, riprospettando unitariamente la passione e lo sforzo di una comunità in cammino.In tale direzione l’AC non potrà che debitamente sostenere ogni utile sforzo, rinnovando gratitudine per la collaborazione alla Diocesi, all’Unione Maestranze ed a tutti i Gruppi. nonché alle Forze dell’Ordine ed al civico senso di appartenenza comunitaria dei trapanesi.

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