Le Iene e l’antiracket di Gandolfo parte (in) civile nei processi di mafia

Avevamo avvistato in piazza della Repubblica a Marsala, la iena dell’ omonima trasmissione televisiva in onda su Mediaset, Filippo Roma, qualche mese fa, e ne avevamo scritto in un fortunato articolo pubblicato su questo giornale. Filippo Roma era stato notato mentre “intervistava” il noto avvocato marsalese Peppe Gandolfo, noto anche per essere il presidente della “famosa” associazione antiracket antimafia onlus “La verità vive” e avevamo già ipotizzato che le “Iene”fossero interessate proprio a “indagare” sull’attività forense di Gandolfo in merito alla partecipazione della sua associazione ai processi contro la mafia dove si costituisce spesso come parte civile. Questa associazione è stata costretta un anno fa a cambiare nome. Si chiamava “Paolo Borsellino” e Manfredi, figlio del giudice ucciso dalla mafia il 19 luglio del 1992 con un’autobomba in via D’Amelio a Palermo, aveva diffidato l’avvocato Peppe Gandolfo dall’usare il nome del padre. Allora, Gandolfo, senza scomporsi, aveva cambiato nome e chiamato a sè Piera Aiello, la nota testimone di giustizia ora deputata con il Movimento Cinque Stelle. Piera Aiello, donna forte e coraggiosa per aver testimoniato nei processi contro cosa nostra in quanto moglie e nuora di boss uccisi dalla mafia a Partanna, per circa un anno è stata la presidente onoraria di questa associazione antiracket ma ora non ne fa più parte. A Gandolfo viene contestata l’appropriazione dei proventi scaturiti dai processi dove costituendosi parte civile, viene risarcito e secondo le “Iene” intascherebbe quei soldi senza aiutare nessun imprenditore a denunciare gli eventuali taglieggiatori della sua impresa. Gandolfo intascherebbe quei soldi sotto forma di “parcella”. Nessun impegno dunque contro il pizzo ma solo interesse verso i soldi: questa la pesante accusa rivolta all’avvocato Gandolfo. Ben consapevoli che le “Iene” hanno uno stile ben noto e a loro va comunque il merito di aver sollevato importanti “casi” giudiziari finiti alla ribalta della cronaca , daremo come sempre voce a chi si sente tirato in ballo e danneggiato dalle accuse e daremo modo di potere raccontare la “sua verità e la “sua” versione dei fatti. Quello che vi abbiamo proposto è un estratto del servizio andato in onda domenica 28 aprile

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