Marsala sporca: reportage dall’inferno ambientale di Amabilina, Sappusi e via Istria

Scene da brivido. Questo viene in mente passando da alcune strade marsalesi. E non è solo una questione di “zone” più o meno eleganti o ricche. Abbiamo realizzato un reportage partendo da tre zone popolari anche se la

spazzatura e la sporcizia sono trasversali, coinvolgono tutti i ceti della popolazione e tutte le zone della città. In questo articolo ci siamo soffermati però sulle degradanti condizioni in cui versano tre noti quartieri popolari della città. Ad Amabilina i bambini attendono lo scuolabus che li porterà in classe accanto ad una discarica dove si trova di tutto, dai pneumatici ai pezzi di ricambio, dalle lamiere ai vestiti in disuso, oltre, ovviamente la “normale” spazzatura fatta da resti alimentari e casalinghi.

Altro che educazione alla bellezza, alla cultura, alla fiducia in un futuro migliore. Se si è circondati dalla spazzatura, dal degrado, dall’incuria, non si è inclini alla formulazione di un pensiero positivo, di fiducia verso il futuro. A Sappusi, i ragazzi giocano a calcio dentro un campetto “vista mare e monnezza”. Cumuli di spazzatura giacciono da giorni in ogni angolo senza che nessuno li raccolga. Stessa cosa in via Istria, altra zona popolare invasa dalla spazzatura. Ad aggravare la situazione è sicuramente la mancata raccolta data la

chiusura della discarica di Belpasso, in provincia di Catania dove fino a qualche settimana fa il Comune conferiva i rifiuti. Complice anche il lungo “ponte” di Pasqua, Pasquetta, 25 aprile e 1 maggio, e il gioco è fatto.

La scorsa volta abbiamo fotografato le vie del centro, largo Dittatura e via XI maggio, invase dai rifiuti a testimonianza dell’emergenza ambientale che assilla la città sia in periferia che nel “salotto buono”.