20 mila reperti archeologici rinvenuti durante il raddoppio ferroviario della Palermo-Messina

foto La Sicilia

Numeri eccellenti quelli che riguardano il rinvenimento dei reperti archeologici sepolti per oltre 2000 anni e venuti alla luce grazie al raddoppio ferroviario della linea che congiunge Palermo con Messina. Si tratta di oltre 9300 tombe e relativi corredi funerari concernenti la Necropoli di Himera, l’antica colonia greca più importante d’Europa. Lo scavo archeologico è stato possibile grazie alla preziosa scoperta di qualche reperto che ha rivelato la ricchezza dell’insieme. La Soprintendenza dei Beni Culturali di Palermo ha completato proprio in questi ultimi giorni il trasferimento di questi preziosi reperti. La maggior parte sono stati collocati presso l’Albergo delle Povere del capoluogo siciliano. Sono stati rinvenuti costruendo il raddoppio dei binari che interesseranno la zona compresa fra Fiumetorto e Cefalù Ogliastrillo. Questi importanti testimonianze serviranno anche ad accrescere la conoscenza antropologica delle popolazioni di quell’epoca. La campagna di scavi archeologici è iniziata nel 2008 e si è conclusa nel 2010. Dopo il rinvenimento, i reperti sono stati alloggiati presso 16 container per essere studiati, catalogati e restaurati. Alcuni reperti saranno custoditi a Solunto e a Termini Imerese, l’odierna Himera. Secondo quanto riportato dal quotidiano La Sicilia,L’investimento complessivo di RFI per la campagna archeologica, la catalogazione e gli interventi di restauro è stato di circa 17 milioni di euro.