“Convivio, discorsi inutili sull’arte”. Personale di Igor Scalisi Palminteri

Nel suo Convivio, nel Trecento, Dante scriveva di somme dottrine, rivolgendosi ai cosiddetti “assetati di sapere”, donne e uomini impegnati civilmente e considerati nobili per il loro animo. Lo scopo era quello di rendere accessibile a tutti il dotto banchetto della sapienza.

L’artista Igor Scalisi Palminteri, domenica 12 maggio, in occasione dell’Ottava Edizione della Settimana delle Culture presenta ad Arèa la sua personale “Convivio, discorsi inutili sull’arte.”

A partire da un’opera commissionata in passato dai frati Cappuccini di Palermo, Palminteri ci restituisce delle rivisitazioni di alcuni episodi della vita di Cristo, realizzate attraverso i ritratti di artisti e addetti ai lavori del settore culturale.

La mostra è composta da acquarelli, bozzetti, chine, disegni e oli di studio che si sviluppano e prendono corpo attorno all’opera principale della Lavanda dei Piedi durante L’Ultima Cena, descritta nel Vangelo di Giovanni; la scena rappresenta un invito rivolto all’intera comunità a un momento conviviale.

La scelta di questa iconografia non è casuale ma è strettamente legata al concetto di accoglienza e ospitalità.

La grande tela, alla quale è riservata un’intera parete, si materializza dagli scatti realizzati dal fotografo Sandro Scalia il quale ha collaborato insieme a Palminteri per i lavori commissionati precedentemente.

Alcuni di questi volti sono riconoscibili, altri si evolvono in personaggi differenti; nascono nuove identità che vengono stilizzate da colori accesi e tratti definiti. L’arte si concretizza così in un’esortazione alla conoscenza e alla vicinanza all’interno della comunità artistica.

I formati e i materiali diversi utilizzati, danno ritmo alla produzione positiva e vivace di Igor Scalisi Palminteri; un lavoro in divenire, alimentato da connessioni continue tra i maestri e chi sta ancora crescendo in questo settore. L’atmosfera amichevole, riproduce quella del convivio, invitando a dialogare su idee e progetti.

All’interno dello spazio, sarà successivamente sviluppato un public program con alcuni incontri aperti a tutti per nuovi confronti e riflessioni sullo stato attuale dell’arte.