Marsala: tra Biblioteca e Museo degli Arazzi la “malacultura” delle piccole cose

Quanto sono belle, durante la campagna elettorale, le piazze gremite di folla all’inverosimile, tutta elettrizzata nel sentire forte rimbalzare, tra microfono e altoparlante, “potere alla cultura!” oppure ancora “ci vuole un cambiamento culturale!”, e da lì, come diceva il buon profeta Fantozzi, 92 minuti di applausi.

E giacché tutto il mondo è paese e ogni uomo è simile ai suoi simili, ogni vizio è condiviso. Quindi anche a Marsala come in buona parte della Sicilia, per non farci mancare proprio nulla, vantiamo situazioni di “malacultura”, esempi ne sono la Biblioteca Comunale e il Museo degli Arazzi.

Vada ben inteso, qui si intende parlare delle “piccole cose” come la sicurezza, il decoro, la manutenzione e il buonsenso. Infatti, proprio di buonsenso si tratta, poiché sembra paradossale che a distanza di quasi due mesi il pianterreno della Biblioteca Comunale (ce n’eravamo già occupati qui) sia ancora chiuso, bloccando la fruizione e le ricerche storiche per gli utenti, così da immobilizzare, fino a data da destinarsi, l’attività archivistica e scientifica.

L’ironia, buona consigliera e ottimistica compagna, potrebbe far pensare che tale chiusura possa aiutare ad accrescere la fede dell’utenza che, immersa nello studio, prega affinché il testo desiderato si trovi, grazie all’intervento della Divina Provvidenza, al primo piano e non relegato nel mondo dimenticato del pianterreno.

Per correttezza morale va comunque specificato che il personale interno alla Biblioteca non ha alcuna colpa di questa situazione, visto che i lavori di manutenzione e messa in sicurezza, appare ovvio, devono essere autorizzati e attuati dagli uffici comunali di competenza.

Ma il centro storico offre un altro diamante che impreziosisce i percorsi turistici cittadini, ovvero Il Museo degli Arazzi, sulla cui porta è esposto, un po’ com’è in uso nel mondo della gastronomia con il sigillo “fatto in casa”, un foglio A4 bianco, sul quale sono scritti a penna gli orari di apertura e il giorno di chiusura della struttura.

Ora, alla crisi ormai ci siamo abituati, ma alla miseria ancora no. Quanto potrà mai costare un foglio stampato e plastificato, magari con una piccola traduzione in inglese? Azzardiamo, 80 centesimi.

Ma anche qui la prospettiva inganna, il piccolo si fa grande. Basta alzare lo sguardo dal fogliettino che sa di lavoretto per la “festa della mamma” e possiamo ammirare una facciata malconcia, ricca di crepe e lesioni, alla quale è affidato l’ingrato compito di custodire gli storici Arazzi. Non sappiamo quanto questo sia sicuro, ma sappiamo di certo quanto sia poco decoroso.

Comunque sia rilassiamoci, facciamo pure con calma. Tra poco il sole sarà forte e nessuno alzerà lo sguardo, ma poi chi dovrebbe alzarlo ? i turisti saranno pochi e magari andranno in spiaggia.

Tanto in piazza si urlerà sempre “potere alla cultura!” e sempre ci saranno gli applausi. E sempre non si potrà alzare lo sguardo.