TARI: a Marsala le attività commerciali strozzate dalla tassa sui rifiuti

Avere un’attività commerciale a Marsala è un salasso. Non sono soltanto gli affitti e i vari balzelli a pesare sulle spalle degli imprenditori già tartassati e spremuti ben bene. Anche la Tari, ovvero la tassa sui rifiuti, non scherza.

A Marsala, più metri quadrati hai a disposizione, più paghi, anche se si tratta di un’attività commerciale che non produce rifiuti o che per lo meno ne produce poco.

E’ quanto denunciano alcuni commercianti e imprenditori marsalesi, secondo i quali il Comune, farebbe pagare la Tari anche su quelle aree dove sono le imprese stesse a dover provvedere autonomamente allo smaltimento dei rifiuti prodotti, facendosi carico dei relativi costi.

Molto significativo, secondo una denuncia di Confcommercio (pubblicata su Panorama), è il caso delle aree espositive, tipicamente di grandi dimensioni ma con una ridottissima produzione di immondizia: basti pensare ad esempio ai mobilifici o agli spazi espositivi dei concessionari di automobili, dove la reale area in cui si producono rifiuti rappresenta mediamente solo il 15% della superficie totale. Mentre a Marsala invece, pagherebbero per l’intera superficie, ovvero il 100%.

Il risultato è che le aziende pagherebbero al Comune il costo di un servizio che in pratica non sarebbe stato neanche erogato. Da qui il conseguente incremento costante degli esborsi legati alla Tari da parte delle imprese, che in questi anni hanno visto schizzare alle stelle i costi.

Per queste attività in pratica, la TARI diventa talmente sproporzionata da causare seri problemi per la sopravvivenza stessa delle imprese.