Aldo Moro e Peppino Impastato: oggi “Giorno della memoria per le vittime del terrorismo e delle stragi”

Aldo Moro e Peppino Impastato vennero ritrovati morti il 9 maggio del 1978 in due località completamente diverse, accomunati però dalla stessa modalità violenta con la quale i terroristi decidono di eliminare chi intralcia il loro cammino. Moro, importante uomo politico della Democrazia Cristiana, era stato rapito il 16 marzo del 1978 a Roma, dalle Brigate Rosse che lo tennero prigioniero fino al giorno del ritrovamento del suo cadavere all’interno di una Renault 4. Peppino Impastato invece, era un giovane di Cinisi, figlio e nipote di uomini legati a cosa nostra. Fin da subito si ribella alla mafia e decide di fare anzi attività antimafia in un paese in cui Gaetano Badalamenti è il capo indiscusso. Coraggioso intellettuale, fonda Radio Out dai cui microfoni sbeffeggia i capi mafia del paese in cui è nato e vive. Alla morte del padre, cade la sua “protezione” e la mafia decide di eliminarlo.

Poche settimane prima dalla sua morte, si candida alle elezioni comunali con la lista “Democrazia proletaria” ma viene ucciso durante la campagna elettorale, nella notte fra l’8 e il 9 maggio e il suo cadavere imbottito di tritolo e posto sui binari per inscenare un incidente, ovvero che lo stesso Impastato era morto dilaniato dal tritolo mentre stava preparando un attentato al treno.

Oggi 9 maggio è dunque il “Giorno della memoria dedicato alle vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice” in cui si commemorano in tutta Italia le vittime degli attentati terroristici dagli “anni di piombo” ad oggi. La scelta di ricordare le vittime in questa precisa data, risale al 2007, per volere del Parlamento Italiano. Oggi vengono ricordati anche i giudici Falcone e Borsellino, vittime nel 1992 di attentati di matrice terroristico-mafiosa.

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