Tre operai morti in poche ore a Marsala, Porto Empedocle e Scicli

Tragico bilancio in poche ore in Sicilia. Tre uomini sono morti ieri mentre erano intenti a lavorare. Ieri, nel pomeriggio, un antennista di Marsala, Giuseppe Laudicina (leggi qui) è morto sul colpo precipitando dal tetto di una casa in contrada Ciappola. Laudicina stava montando un’antenna televisiva.
Un’altra tragedia sul lavoro ieri nel Ragusano. Un giovane di Scicli, Angelo Carbone, 21 anni,

Angelo Carbone

è morto in ospedale dopo che la sua gamba era rimasta intrappolata nella fresa e poi è rimasto schiacciato dal macchinario mentre stava arando un fondo agricolo in contrada Balatelle, tra Scicli e Cava d’Aliga. Stanotte, a Porto Empedocle, un uomo di 65 anni, ex pentito di mafia, è morto mentre lavorava in un stabilimento dell’Italkali nel punto in cui le navi vengono caricate di salgemma. L’operaio è stato colpito al torace da una balla oscillante ed è morto immediatamente. Sull’episodio indagano i carabinieri. Sul posto anche il personale della Capitaneria di porto.

Salgono a 21 i morti sul lavoro dall’inizio dell’anno, un vero e proprio bollettino di guerra, numero raddoppiato rispetto allo stesso periodo dell’anno secondo i rilievi INAIL.

Recentemente a Petralia Soprana, sulle Madonie un muratore di 62 anni, Salvatore Cammarata, è morto cadendo da un balcone mentre lavorava alla ristrutturazione di un edificio di largo Garibaldi. Cammarata aveva una piccola ditta che gestiva assieme al fratello. L’operaio è caduto battendo in capo.

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